Una mozione interpartitica - firmata da Alessandro Speziali (PLR), Fiorenzo Dadò (Centro), Alain Buehler (UDC) e Daniele Piccaluga (Lega) - chiede mercoledì al Consiglio di Stato di sospendere totalmente o parzialmente il riversamento all’Italia dell’imposta alla fonte sui frontalieri.
Nel mirino c’è la nuova “tassa sulla salute” introdotta da Roma, ritenuta dai promotori una vera imposta aggiuntiva applicata ai vecchi frontalieri, i quali – secondo l’articolo 9 dell’accordo fiscale – devono essere tassati “esclusivamente in Svizzera”.
Per i firmatari, l’Italia viola in modo “sostanziale” l’intesa bilaterale, rendendo legittima una riduzione dei ristorni, come proposto anche dal Consigliere di Stato Christian Vitta.
La mozione richiama la Convenzione di Vienna, che permette la sospensione di un trattato in caso di infrazione grave. E chiede quindi al Governo ticinese di agire subito, coinvolgendo anche Berna, per ripristinare il pieno rispetto dell’accordo.
Cosa è la tassa sulla salute
La tassa sulla salute è un contributo sanitario introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 italiana a carico dei frontalieri che lavoravano in Svizzera già prima del luglio 2023. In pratica, ai frontalieri non assoggettati alla tassazione in Italia in base al accordo fiscale italo-svizzero viene richiesto di versare un importo aggiuntivo destinato a finanziare il sistema sanitario della propria regione di residenza, in proporzione al reddito percepito in Svizzera.

La tassa sulla salute preoccupa i frontalieri
Il Quotidiano 22.12.2025, 19:00






