Il PAL5 non ce l’ha fatta a superare l’esame dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE). Parliamo dello strumento di pianificazione di tutte le misure che nel settore dei trasporti promettono un miglioramento della mobilità. Il Programma d’agglomerato del Luganese, giunto alla quinta generazione, è l’unico rimasto fuori dalla lista dei progetti che la Confederazione pensa di poter cofinanziare.
Scorrendo la lista dei Programmi d’agglomerato che hanno ricevuto luce verde per un sostegno da Berna troviamo quello del Bellinzonese, con poco meno di 20 milioni di franchi, che serviranno anche per i bus elettrici; ma c’è anche quello del Locarnese, quasi 16 milioni per la riorganizzazione della viabilità a Ponte Brolla; e infine c’é anche quello del Mendrisiotto con 13,5 milioni, per diverse opere tra cui la riqualifica della fermata di Morbio Superiore.

I Programmi d'agglomerato di Bellinzonese, Locarnese e Mendrisiotto promossi a Berna
Non è la prima volta che Berna mostra il pollice verso: era già toccato al PAL3, allestito nel 2016. Allora era stato il Parlamento federale a salvarlo. A spiegare le ragioni della bocciatura del PAL5 è lo stesso ARE: “Perché non raggiunge - si legge nella risposta avuta dalla RSI - un’efficacia globale sufficiente (...) e non è chiaro come debbano essere realizzate le principali zone di sviluppo e come saranno collegate alla rete dei trasporti”.
Berna dice comunque di comprende le sfide di un agglomerato transfrontaliero, come il Luganese, e dà appuntamento al 2029 per il Programma d’agglomerato successivo. Anche il Dipartimento cantonale del territorio aveva già intimato l’altolà alla Commissione regionale dei trasporti e chiesto correttivi. L’aveva fatto con una lettera, sul finire del 2024. Uno stop motivato con “l’impatto finanziario non sostenibile, ma anche per l’incompletezza di alcune misure”.
Il costo complessivo del PAL5 è di oltre 800 milioni. Di questi, 160 milioni di franchi sono per le opere prioritarie: si va dall’aggiunta di corsie per i bus in città, fino al percorso ciclabile Ponte Tresa-Fornasette, passando per il nodo d’interscambio treno/bus a Lamone-Cadempino.
Le opere più costose, come la seconda tappa del Tram-treno o il miglioramento della viabilità nel Malcantone con la galleria d’aggiramento di Ponte Tresa, erano comunque già state poste in priorità C, visto che la loro realizzazione è lontana.
“Siamo delusi - ha detto al Quotidiano il presidente della Commissione regionale dei trasporti, Filippo Lombardi - ad inizio agosto ci sarà un incontro con Berna e cercheremo assieme al Cantone di far valere le nostre ragioni sul piano tecnico. Se no daremo battaglia politica come fu il caso per il Pal3”.
Sta di fatto che la strada per migliorare la mobilità nel Luganese sembra ora un po’ più in salita.
Il Quotidiano del 07.07.2026








