Boris Bignasca non ci sta. Martedì il suo legale, Massimiliano Parli, ha inoltrato l’annuncio di appello, comunicando così l’intenzione d’impugnare la sentenza con la quale il direttore del Mattinonline è stato condannato, una settimana fa, alla pretura penale di Bellinzona.
A Bignasca, ricordiamo, è stata inflitta una pena pecuniaria sospesa di 40 aliquote giornaliere e una multa di 800 franchi. Il giudice Siro Quadri lo ha riconosciuto colpevole d’ingiuria e diffamazione. I reati si riferiscono ad alcuni articoli apparsi sul giornale gratuito “10 minuti” (nel frattempo chiuso, e di cui Bignasca era a capo). Articoli che avevano indotto l’avvocato Paolo Bernasconi, l’ingegnere della Comsa Francesco Ricci e il direttore de laRegione Matteo Caratti a denunciarlo.
La vicenda, come detto, non è comunque chiusa. A esprimersi sarà ora la Corte di seconda istanza.
Francesco Lepori




