Ticino e Grigioni

Bimbi ADHD incompresi: “Non sono viziati. È frustrante”

In Ticino i gruppi di auto-aiuto censiti sono 93, tra loro anche “Non sei solo” dedicato ai genitori di bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività e disturbi dell’apprendimento

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I benefici dei gruppi di autoaiuto

Prima Ora 04.06.2026, 18:00

Di: Prima Ora/Spi 

A cosa servono i gruppi di auto-aiuto? Uno potrebbe pensare che nelle difficoltà amici e, magari, i parenti siano un supporto sufficiente. “Sono una buona base di partenza, sono quella rete da cui si parte”, spiega a Prima Ora Katjuska Schär, collaboratrice del Centro di Auto Aiuto Ticino. “Però per gli amici e per la famiglia spesso è difficile comprendere quello che si sta vivendo. Trovarsi invece in un gruppo di auto aiuto vuol dire stare con delle persone che vivono la tua stessa situazione, che stanno attraversando quel momento di vita, quel cambiamento, quella diagnosi, quella situazione che altri magari non capirebbero. Ci si toglie così un peso che altrimenti si porterebbe da soli”.

ll Centro di Auto Aiuto Ticino, spiega Schär, “si occupa di dare una mano alle persone in difficoltà a trovare un gruppo che possa aiutarle. Ma aiutiamo anche a formare i nuovi facilitatori dei gruppi, quindi chi conduce e tiene un po’ le redini del gruppo”.

Ad aver seguito una formazione per facilitatori sono state anche le due ospiti di Prima Ora, Natalina Wuethrich Baruffaldi e Donatella Molina del gruppo “Non sei solo”. Lo scorso marzo hanno organizzato la loro prima serata. Il loro gruppo è dedicato ai genitori di ragazzi con Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e con Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). “Anche noi siamo mamme di ragazzi con questi disturbi - ricorda Donatella Molina -, quindi il tema ci prende da vicino. Inoltre di professione siamo tutor dell’apprendimento, perciò questo è un campo dove siamo immerse in tutto e per tutto. Ci siamo dette che anche i genitori hanno bisogno di uno spazio dove poter condividere”.

Nello spazio di “Non sei solo” i problemi messi in comune sono molteplici, spiega Natalina Wuethrich Baruffaldi: “I genitori portano diversi temi legati alla vita quotidiana dei figli, alla scuola e alle varie problematiche che vivono. Dalla rabbia perché magari il figlio non riesce a organizzarsi, alle difficoltà magari anche solo di andare in pizzeria con un figlio con ADHD. Ci raccontano di come la gente li guardi male, delle difficoltà di andare in vacanza, di prendere un aereo, di riuscire a condividere un pasto al ristorante. E poi dei commenti di chi dice che i figli sono viziati, che non li sanno educare, e questo è frustrante per loro”.

Lo scopo e la forza di questi gruppi di aiuto aiuto, sottolinea ancora Katjuska Schär, “sta nel poterti aprire. Farlo da soli, farlo con un terapeuta o farlo in famiglia è importante. Ma essere all’interno di un gruppo dove la tua emozione è lo specchio di qualcun altro, quindi è un’emozione che l’altro ha anche vissuto, è altrettanto importante”.

In Ticino i gruppi di auto aiuto censiti sono 93, ma che ne sono molti altri spontanei e non registrati. Le tematiche che vengono indicate sul sito di Aito Aiuto Ticino sono una quarantina. “Ci si dà una mano, si vede la speranza. È proprio una questione di trovare questo momento di incontro e vedere magari il cammino di qualcuno che ha fatto già dei progressi e magari trovato delle soluzioni che possono venire condivise”.

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