È un processo blindato quello che si apre oggi, lunedì, per il tentativo di rapina compiuto quasi 2 anni fa alla gioielleria Taleda di Lugano. Il dibattimento che concerne i 7 imputati si svolgerà infatti direttamente nel carcere della Stampa e fra eccezionali misure di sicurezza.
Era il 2 luglio del 2024, in pieno giorno e nel centro cittadino di Lugano, quando 4 uomini, 3 serbi e un croato con età comprese fra i 35 e i 49 anni, entrarono nella rivendita con l’obiettivo di rapinarla. Sul posto intervennero però rapidamente due agenti in bicicletta della comunale di Lugano che, vista la situazione, estrassero le armi. Uno dei rapinatori tentò però la fuga e si scontrò con uno dei poliziotti: nacque così una colluttazione, durante la quale partì anche un colpo che, fortunatamente, non ebbe conseguenze. L’uomo venne quindi fermato dall’agente, anche grazie all’aiuto di alcuni passanti.

Una veduta aerea del penitenziario cantonale, dove si svolgerà il dibattimento
Ai primi arresti ne fecero seguito altri, nei mesi successivi, fra Italia e Ungheria. Complessivamente sono ora 7 le persone alla sbarra con l’accusa di aver partecipato con ruoli differenti al colpo. Il procedimento avrà tuttavia luogo nel penitenziario cantonale, in cui si trasferirà la corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta. La scelta è da ricondurre al numero degli imputati e, soprattutto, alla possibile appartenenza di alcuni di loro alla banda internazionale dei Pink Panther. Va poi considerato un ulteriore elemento: uno degli accusati, durante una detenzione nel canton Vaud, avrebbe infatti pianificato un’evasione con armi.
Pubblico e giornalisti non potranno entrare in carcere. Sarà comunque possibile seguire il dibattimento, in streaming, direttamente dall’aula del Tribunale penale di Lugano. Varie le accuse formulate dal procuratore Simone Barca nei confronti degli imputati: fra esse tentato omicidio intenzionale, esposizione a pericolo della vita altrui, violenza e minaccia contro










