di Francesco Lepori
Da un lato la ristrutturazione del Lido; dall’altro il progetto immobiliare privato. È proprio da questo filone d’inchiesta che oggi sono emerse le ultime novità.
Per la compravendita del terreno in questione non sono indagati solo l’ex-sindaco di Bissone Ludwig Grosa (l’intermediario dell’operazione) e l’acquirente (un 22enne olandese). Sotto inchiesta figura anche il venditore: la cittadina belga che aveva appunto deciso di cedere i 6mila metri quadrati ereditati da una parente.
200'000 franchi in nero...
La donna è stata interrogata, come imputata, settimana scorsa. Conseguimento fraudolento di una falsa attestazione l’accusa ipotizzata a suo carico, riferita all’importo della transazione. Secondo Grosa il pagamento sarebbe infatti avvenuto parzialmente in nero. Un nero di 200mila franchi. “150mila li tenni per me, a mo’ di commissione; gli altri 50 li diedi a lei – ha spiegato l’ex-sindaco. Glieli consegnai in un bar di Lugano il 21 giugno del 2011, poco prima di recarci dal notaio per firmare il rogito. All’incontro erano presenti anche suo marito e l’acquirente.”
...spariti nel nulla
Ma dei soldi non c’è traccia, e gli altri smentiscono. Il 22enne (a casa del quale è stata appena effettuata una perquisizione) nega di essere entrato nel caffé. La donna respinge fermamente ogni addebito, sostenendo di non aver mai ricevuto, in nessuna occasione, denaro sottobanco. “Dichiarazioni la cui validità – precisano i suoi difensori, Laura Rossi e Claudio Cereghetti – non è stata finora messa in discussione.”
Tre, dunque, gl’indagati, da aggiungere ai due (la vice-sindaco e il segretario comunale) dell’altro fronte d’inchiesta. Il marito della cittadina belga e i genitori del giovane olandese sono invece stati sentiti come persone informate sui fatti.
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