Sarà una settimana cruciale, questa che si apre, per fare chiarezza politicamente sulle vicende emerse negli ultimi giorni riguardanti il consigliere di Stato ticinese Claudio Zali. In breve, sono tre i filoni della vicenda: i file audio in cui Zali incitava alla violenza, il fatto che sia indagato per il caso del 14enne alla Farera e la mail all’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) per far assumere una conoscente.
Mentre la pressione attorno a lui cresce di giorno in giorno, domani (martedì) è in programma un primo incontro di persona tra il diretto interessato e i vertici della Lega. Questo dopo che anche il Mattino della Domenica, settimanale che da sempre si è fatto portavoce delle istanze del movimento, ieri ha preso le distanze.

Ticino, anche il Mattino scarica Claudio Zali
Telegiornale 26.07.2026, 20:00
Bocche cucite in Via Monte Boglia
Domani Zali incontrerà il coordinatore della Lega dei Ticinesi Daniele Piccaluga e il suo vice Alessandro Mazzoleni. Fino ad allora le bocche in via Monte Boglia restano cucite, tranne che per quanto pubblicato ieri dal Mattino della Domenica, che ha visto scendere in campo l’editrice Antonella Bignasca con un fondo, relegato però a pagina 3. Un fondo per dire, in sostanza, che la distanza politica da Claudio Zali è ormai troppa: il Mattino non appoggerà una sua ricandidatura. Una posizione già maturata in precedenza, messa nero su bianco ora anche in vista dell’assemblea della Lega, prevista venerdì e chiamata a stabilire la strategia elettorale.
Mercoledì ci sarà anche il presidio promosso dal collettivo «Io l’8 ogni giorno» per chiedere le dimissioni. A livello parlamentare, sono invece meno di una decina le adesioni all’appello del Movimento per il Socialismo, anch’esso volto a chiedere le dimissioni, trasmesso a tutti i deputati cantonali.
Claudio Zali, nel frattempo, non ha più la responsabilità politica su giustizia e polizia, ma resta presidente del Governo.
(Legato a Radiogiornale delle 07:00 del 27.07.2026?








