La bonifica del fiume Spöl nel Parco nazionale svizzero è iniziata questa primavera. Secondo i responsabili della riserva e della società elettrica Engadiner Kraftwerke (EKW), i lavori stanno procedendo senza problemi.
Cosa è successo
Nel settembre del 2016, la società Engadiner Kraftwerke (EKW) ha fatto eseguire da una ditta specializzata dei lavori di manutenzione della diga Punt dal Gall, situata sopra il Comune di Zernez. Durante i lavori, a causa di una perdita nell’impermeabilizzazione del cantiere, le particelle fini di un rivestimento antiruggine sono penetrate all’interno della diga. Da lì sono finite nel fiume Spöl, che attraversa il Parco nazionale svizzero.
Le misurazioni dell’Ufficio cantonale per la natura e l’ambiente hanno rivelato che i sedimenti e molti organismi viventi nel tratto superiore del torrente sono stati contaminati da policlorobifenili (PCB). Si tratta di una sostanza cancerogena utilizzata in passato nelle vernici, nei sigillanti e nelle materie plastiche.
Dopo anni di bonifiche parziali, lunghe trattative e un confronto tra le parti coinvolte, è stato possibile trovare una soluzione per la bonifica. Lo comunica mercoledì un comunicato stampa.
Lavori lungo tre chilometri
I sedimenti vengono ora rimossi dal fiume Spöl lungo un tratto di circa tre chilometri. Il materiale viene trasportato nel cantiere situato ai piedi della diga tramite una pista temporanea che si snoda lungo il letto del fiume.
Il materiale più fine viene trasportato all’impianto di cemento di Siggenthal, nel Canton Argovia. Qui, il sedimento viene sottoposto a un trattamento termico.
Il fiume si trova all’interno di una gola ripida. Questo rende i lavori impegnativi e richiede misure di sicurezza elevate. Per questo motivo, sia il sentiero che conduce dalla diga verso Punt la Drossa sia l’accesso al cantiere sono stati chiusi.
Parco nazionale svizzero: i pesci dello Spöl prendono il volo per la bonifica del fiume
RSI Info 10.09.2025, 17:34
Una novità a livello nazionale
“La bonifica di un tratto di fiume così lungo è un’assoluta novità per la Svizzera”, ha spiegato il direttore dell’EKW, Giacum Krüger. “Di conseguenza, la pianificazione in una zona così sensibile è stata molto complessa”. I lavori finora eseguiti dimostrano che l’approccio scelto funziona e che il risanamento può essere portato a termine secondo i piani.
A rimanere ancora aperta è la questione di chi si assumerà i costi. Per non posticipare ulteriormente la bonifica, l’EKW ha fatto degli accantonamenti.







