Ticino e Grigioni

Bregaglia, una Biennale di passaggi e trasformazioni

L’edizione 2026 mette al centro il transito come esperienza fisica, sociale e territoriale

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Souvenir di Montagna di Umberto Cavenago, opera esposta alla Biennale Bregaglia 2026
04:31

Grigioni Sera del 03.07.2026, il servizio di Stefano Barbusca

RSI Info 03.07.2026, 20:41

  • © ecomunicare, Simone Ronzio
Di: Grigioni Sera - Stefano Barbusca / Tieffe 

Nata durante la pandemia quasi come una scommessa, la Biennale Bregaglia è oggi un appuntamento stabile dell’estate culturale grigionese. La quarta edizione, in corso dal 7 giugno al 27 settembre, è curata da Anna Radaelli e parte da un tema volutamente ampio: il “Transito”, inteso come attraversamento, scambio e trasformazione.

Un tema dalle “mille sfumature”

“Transito? Può avere mille sfumature”, ha spiegato Radaelli ai microfoni di Grigioni Sera. In una valle di confine come la Bregaglia, il termine richiama i contrabbandieri, il passaggio di merci e persone, ma anche lo scambio di esperienze e di capitale umano. Da questa lettura nasce un percorso diffuso tra Maloja, Alp Cavloc, Casaccia, Borgonovo, Stampa, Promontogno e Castasegna.

Kathrin Siegrist, "Aria Adiabatica", opera esposta alla Torre Belvedere, Maloja

Kathrin Siegrist, "Aria Adiabatica", opera esposta alla Torre Belvedere, Maloja

  • © ecomunicare, Simone Ronzio

Le opere declinano il tema in modi diversi: alla Torre Belvedere, Kathrin Siegrist ha realizzato una grande vela di stoffe colorate che si muove con il vento; sul passo del Maloja, Umberto Cavenago ha collocato un masso erratico in acciaio attraversabile dall’interno; all’Alp Cavloc, Celia e Nathalie Sidler portano al centro la pastorizia femminile e il lavoro quotidiano dell’alpeggio. A Casaccia, nella chiesa di San Gaudenzio, Pietro Pirelli lavora con luce, acqua e suono, mentre a Castasegna Al Fadhil propone una transumanza sonora legata al passaggio dei pastori dalla Bergamasca. Altre installazioni sono firmate, tra gli altri, da Simone Berti, Dominik Zehnder, Haruka Fujita ed Helena von Beust.

Simone Berti, "Cervo", opera esposta alla Stall Martinenga 1492, Stampa

Simone Berti, "Cervo", opera esposta alla Stall Martinenga 1492, Stampa

  • © ecomunicare, Simone Ronzio

Un dialogo con la valle

Il tema passa anche dal rapporto con la popolazione locale: alcune opere sono nate in collaborazione con chi vive la valle, come le bandiere realizzate dall’artista DEM insieme agli allievi delle scuole di Vicosoprano e Maloja. “La vita di fatto è un transito”, osserva un visitatore. Per Radaelli, la domanda lasciata al pubblico è se il transito possa essere “la condizione esistenziale fondamentale per vivere”.

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