La Corte di Cassazione da Roma ha respinto la richiesta di scarcerazione che aveva presentato l’avvocato Carlo Taormina a nome del presunto organizzatore del delitto di Brusio, avvenuto esattamente tre anni or sono, quando morirono Gianpiero Ferrari e a sua moglie Gabriella Plozza.
Il valtellinese, co-imputato nel processo in corso a Sondrio, resterà dunque dietro le sbarre a Como, dove si trova rinchiuso dal 24 settembre del 2011. Le motivazioni non sono ancora state rese note. Taormina si era in precedenza rivolto prima alla Corte di Assise di Sondrio, che rigettò la sua istanza nel luglio scorso, e poi al Tribunale del Riesame di Milano, che bocciò l’appello alcuni mesi fa.
Secondo la difesa, i tabulati sul traffico telefonico tra i due accusati, contrariamente a quanto sostiene la procura, non avrebbero dimostrato la presenza dell'uomo sul luogo del duplice omicidio nel novembre del 2010, né sarebbe stato trovato un movente per l’efferato delitto.
Anche il presunto killer ha avanzato una richiesta sulla sua carcerazione: quella di poter tornare a Sondrio – ora si trova a Monza - da dove l’estate scorsa fu trasferito in fretta e furia, tanto che si parlò di un suo tentativo di fuga.
Antonia Marsetti








