Il sindacato Ocst ha reagito duramente alla decisione dell’Associazione SCuDo, attiva nel servizio di cure domiciliari nella regione del Luganese, di disdire il contratto collettivo di lavoro siglato con i suoi 230 dipendenti.
In una risoluzione diffusa giovedì, il sindacato stigmatizza la cancellazione di un CCL in un settore importante come quello delle cure domiciliari, considerando tale provvedimento tanto ingiusto quanto “inutilmente provocatorio”. Infatti, secondo quanto precisa l’Ocst, si tratta di un orientamento che “genera incertezza e disorientamento” tanto nel personale, quanto pure negli utenti – principali fruitori delle terapie garantite a domicilio.
Il sindacato chiede perciò al Comitato dell’Associazione SCuDo di rivedere la sua decisione, pure in virtù del fatto che così si crea un pericoloso precedente negativo nella sinergia tra tutti i servizi operativi in quest’ambito, incrinando una “solida tradizione di partenariato nel settore sociosanitario ticinese”. Il personale ha dato mandato al sindacato di chiedere un incontro con il Comitato di SCuDo.
Red. MM/EnCa






