Ondate di calore estive, periodi di siccità e precipitazioni intense sono alcuni degli scenari climatici futuri della Svizzera. Per questo motivo sono necessari degli interventi.
L’Associazione Città dell’energia della Svizzera italiana ha organizzato mercoledì a Bellinzona un incontro con l’obiettivo di proporre degli esempi concreti su come riciclare l’acqua piovana, ad esempio, attraverso il concetto di “città spugna”.
“È un concetto di pianificazione che prevede, proprio come una spugna da cucina, di trattenere l’acqua piovana e metterla a disposizione dopo l’evento di pioggia, sia per le piante che per l’irrigazione o per un altro uso”, spiega ai microfoni di SEIDISERA Silvia Oppliger dell’Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque.
Città spugna: il ruolo dei Comuni
SEIDISERA 05.03.2026, 18:00
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Le precipitazioni sono sempre più intense e possono provocare quello che i tecnici chiamano ruscellamento, che in Svizzera provoca il 71% dei danni. Il 62% degli edifici è minacciato da questo tipo di evento naturale, ma solo in maniera superficiale.
L’adattamento ai cambiamenti climatici riguarda chiunque. Per questo è importante una buona collaborazione tra Comuni e cittadini privati. Alcuni Comuni mettono a disposizione degli incentivi, come spiega Claudio Caccia, responsabile regionale della Città dell’energia: “Sono pochi i Comuni che danno degli incentivi per dei provvedimenti, per esempio, di ritenzione delle acque meteoriche, come tetti verdi o recupero delle acque piovane per altri utilizzi. L’incentivo ha un effetto importante dal punto di vista della comunicazione, ma non è l’unica misura. Spesso bisogna intervenire prima con la sensibilizzazione e l’informazione, spiegando perché anche per i privati è interessante adottare certi comportamenti, indipendentemente dagli incentivi”.
Sinergia, conoscenza e sensibilizzazione devono dunque viaggiare sullo stesso binario. Ma quali sono le sfide più grandi da affrontare? “Abbiamo bisogno di uno spazio che non sia costruito nel sottosuolo. È sempre più difficile da trovare nei nostri insediamenti perché vogliamo utilizzare al massimo lo spazio disponibile. È una delle sfide più grandi. La seconda è quella di essere sicuri che quello che mettiamo in atto venga anche poi mantenuto correttamente”, conclude Silvia Oppliger.

Gestire l'acqua piovana in città: un pomeriggio di studio
Il Quotidiano 04.03.2026, 19:00
Il Ticino, un cantone al passo con i tempi?
Alcuni Cantoni in Svizzera hanno già attuato dei progetti di “città spugna”. Il Ticino è forse più indietro? “Il Ticino ha del potenziale. Sicuramente c’è la possibilità di migliorarsi a livello costruttivo. Forse manca un po’ di sensibilità per riuscire ad arrivare coordinati agli obiettivi, ma è possibile riprendere il gap che si ha con altre città più grandi come Zurigo o Berna”, afferma Andrea Streit, Direttore del Dicastero Ambiente della Città di Mendrisio.
E proprio a Mendrisio c’è stato un caso di progetto mancato: quali sono i fattori che portano a fallire un progetto e quali invece quelli determinanti affinché un progetto abbia successo? “Iniziare con le tempistiche giuste e il coordinamento. Nel nostro caso effettivamente è mancato il coordinamento iniziale nei giusti termini. Bisogna prendere una strategia a priori, che vada a disciplinare i processi interni per riuscire a sfruttare queste occasioni”, continua Streit. “Non è semplice, soprattutto su una città come Mendrisio dove ci sono quattro divisioni che agiscono con quattro obiettivi che non collimano e che devono sedersi ad un tavolo nei giusti termini”.






