Per la politica ticinese sono state settimane di alleanze: ce n’è una che cresce a sinistra, una che sparisce o che rischia di sparire a destra. La rubrica del Quotidiano “Aria di campagna” ne ha parlato con Massimiliano Ay, segretario del Partito Comunista.
Il campo largo? “Ha un problema di coerenza”
Alla domanda se sia più contento che la destra (Lega-UDC) si divida o più arrabbiato perché non fa parte della lista unitaria con PS, MPS e Verdi, Ay risponde che è sua abitudine non commentare quello che succede negli altri partiti. “Il Partito comunista non ha interesse ad allearsi con una sinistra che è ambigua su troppi temi e quindi abbiamo la nostra capacità di procedere da soli, come d’altronde abbiamo fatto nelle ultime legislature.”
Sui temi che rendono impossibile l’alleanza, il segretario è diretto. “La sinistra si è concentrata su questioni che noi non reputiamo le priorità né del Paese né dei lavoratori. Come si fa ad allearsi con una sinistra che fino all’altro ieri parlava di abolire l’esercito e poi di colpo vuole inviare le armi all’estero? Come si fa ad allearsi con una sinistra che parla a favore dei diritti dei lavoratori, poi però vuole sottoscrivere gli Accordi bilaterali III che questi diritti calpestano.”
Eppure con PS, MpS e Verdi il Partito Comunista ha combattuto battaglie importanti: casse malati, iniziativa 10%, cure dentarie. “La disponibilità unitaria sulle questioni concrete c’è sempre stata e continuerà ad esserci”, afferma il segretario del Partito Comunista. “Peccato che il Partito socialista, senza coinvolgerci, abbia deciso tutto costruendo questa alleanza e poi, a cose fatte, si attendeva che noi accettassimo senza una discussione preliminare. Non lo facciamo.”
Dal loro punto di vista, però, forse era giusto non coinvolgere subito il Partico comunista, perché c’è chi fa notare che anche il PC ha le sue ambiguità: ha lasciato libertà di voto sulla neutralità, sui bilaterali III, sui 200 franchi e fa parte dell’intergruppo Sovranità Indipendenza con UDC e PLR. Su questo tema, “ci vuole coerenza”, risponde Ay. “Non è che prima ci escludono e poi cercano di raccattarci all’ultimo minuto. Il Canton Ticino subisce un sacco di questioni nazionali e internazionali, e questo listone ‘campo largo’ all’italiana ha proprio un problema di coerenza: dice delle cose a livello cantonale, poi quegli stessi partiti su temi più grandi hanno posizioni molto divergenti.”
UDC: “Devo riconoscere che sta avendo successo”
Sul fronte del centrodestra, alla domanda se l’UDC ce la faccia a entrare in governo, Ay non si sottrae. “L’UDC sta lavorando bene, lo dico contro i miei interessi: ha toccato i temi sentiti dalla popolazione e ha una cultura politica che, per quanto distante dalla mia, devo purtroppo riconoscere che sta avendo successo.”
Alleanze: “Uno più uno in politica non fa mai due”
I dati elettorali mostrano che il PC va quasi meglio quando corre da solo o con il POP rispetto a quando correva con MpS. “L’unità la si costruisce sull’azione sul territorio, non unendo le sigle per accordi di vertice”, afferma Ay. “Negli anni ‘80 la sinistra ticinese era più parcellizzata, eppure aveva il 10% di consenso in più. Uno più uno in politica non fa mai due. Le alleanze non le faremo più con MpS per ovvie divergenze di metodo. Cercheremo di farle ancora con il Partito operaio popolare.”
Giovani: “Siamo l’unico partito a sinistra che forma nuovi quadri”
Il partito attrae molti giovani, anche grazie al SISA, ma fa fatica a mantenerli. “I giovani sono il nostro fiore all’occhiello”, risponde Ay. “Il sindacato degli studenti lavora in maniera totalmente autonoma, ma quando abbiamo degli studenti a disposizione invitiamo a militare al suo interno. Siamo penso l’unico partito a sinistra che riesce costantemente a formare nuovi quadri.”
Riarmo: “Questa corsa è folle, ci sta portando in guerra”
Sul suo profilo Instagram Ay documenta viaggi in Cina, Russia, Bielorussia, Cuba, Laos, Corea del Nord. Il PC dice no all’UE, no alla NATO, sì alla neutralità. Questo significa essere felici che Pfister voglia più soldi per l’esercito? “No, questa corsa al riarmo è folle, ci sta portando in guerra e ci viene ordinata dalla NATO: tutti i nostri sistemi d’arma dipendono dagli americani”, risponde il segretario. “Noi difendiamo una Svizzera neutrale che utilizzi il proprio status di ‘ponte’ fra Oriente e Occidente per progredire nella pace.”
Lugano Marittima: “Una cosa è la prevenzione, altra è il proibizionismo”
A Lugano Marittima si è vietato ai giovani di portare bevande, una misura di prevenzione contro i problemi di ordine pubblico. La Gioventù comunista si è opposta raccogliendo firme online. “Ha colto nel segno: ha saputo intercettare un malcontento fra le nuove generazioni. In un giorno hanno raccolto 1’000 firme”, afferma Ay. “Noi non siamo contrari alle misure di sicurezza, ma le autorità hanno impedito di portare bevande da casa, il che significa privatizzare lo spazio pubblico e dare un vantaggio a chi fa profitti. Una cosa è la prevenzione, l’altra è il proibizionismo e sostenere chi vende cocktail a prezzi improponibili per dei ragazzi.”
Limite di legislature: “È un problema di selezione”
Il centro e il PLR hanno presentato un’iniziativa per imporre un limite di dodici anni in governo, che il PC non ha sottoscritto. “Eravamo scettici”, spiega il segretario. “La qualità del personale politico dipende non tanto dal numero di legislature, quanto dalla capacità di un partito di formare il proprio ceto politico. È un problema di selezione.” E aggiunge che ridurre i deputati “significa far rientrare dalla finestra la soglia di sbarramento che un anno fa abbiamo evitato, limitando il pluralismo e la rappresentatività del Parlamento.”







