Ticino e Grigioni

La protesta dei taxi ticinesi: “Uber ha fatto crollare le tariffe”

I professionisti riuniti a Bellinzona denunciano concorrenza al ribasso, costi non più coperti e disparità negli obblighi fiscali e sociali. Ora chiedono l’intervento del Governo

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Tassisti in piazza per protesta

Il Quotidiano 25.06.2026, 19:00

Di: Quotidiano-Stefano Lordi/sdr 

I tassisti ticinesi sono scesi in piazza a Bellinzona per protestare contro Uber, accusata di avere sottratto una parte consistente del mercato attraverso una politica di prezzi al ribasso. Secondo i manifestanti, le tariffe applicate dalla piattaforma renderebbero ormai insostenibile la professione, perché non permetterebbero di coprire adeguatamente i costi dell’attività.

Uber è arrivata in Ticino alla fine di agosto del 2024, dopo essersi diffusa nelle principali città del mondo. Inizialmente, spiegano i tassisti, i prezzi delle corse erano simili a quelli praticati dagli operatori autorizzati. In seguito, però, la piattaforma avrebbe progressivamente ridotto le tariffe .Oggi una corsa con Uber avrebbe un prezzo minimo di circa 9 franchi, contro i 18 franchi richiesti dagli altri taxi. Una differenza che, secondo la categoria, ha attirato gran parte della clientela e costretto gli autisti tradizionali a confrontarsi con una concorrenza ritenuta insostenibile.

Le strade percorribili dai taxisti

“Sappiamo che eliminare Uber non è possibile, ma chiediamo al Governo di intervenire per tutelare chi lavora e vive in Ticino”, ha spiegato al Quotidiano Suzanna Miljkovic, tassista e organizzatrice della manifestazione. Tra le richieste vi sono l’introduzione di una tariffa minima equa e maggiori limitazioni all’attività di conducenti provenienti da fuori Cantone.

I manifestanti contestano anche il modello economico della piattaforma. A loro giudizio, Uber avrebbe prima conquistato la clientela riducendo i prezzi e avrebbe poi aumentato le commissioni richieste agli autisti. Il risultato sarebbe una forte diminuzione del lavoro per i tassisti che versano imposte e contributi sociali in Ticino. Le tariffe stabilite dalla piattaforma, sostengono, non sarebbero sufficienti a coprire le spese personali e professionali. Tra queste figurano i contributi sociali, la manutenzione dei veicoli, il carburante, le assicurazioni e gli altri costi necessari per esercitare l’attività.

La questione non riguarda soltanto il Ticino. In alcune decisioni, il Tribunale federale ha messo in discussione la definizione di Uber come semplice intermediario digitale. In un caso, la piattaforma è stata considerata assimilabile a un datore di lavoro, con obblighi legati alla protezione sociale e al rispetto delle condizioni del settore. In un’altra sentenza, i conducenti sono stati qualificati come lavoratori dipendenti ai fini dei contributi sociali, che devono quindi essere versati da Uber.

L’applicazione concreta delle regole resta però nelle mani delle autorità cantonali. Per questo i tassisti chiedono una presa di posizione chiara e interventi rapidi. In assenza di risposte, la protesta potrebbe inasprirsi. Miljkovic non esclude azioni più incisive, compreso uno sciopero e il blocco delle strade, sul modello di quanto avvenuto in altri Paesi. “Non è giusto che le autorità non tutelino i propri cittadini”, ha concluso.

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Tassisti in piazza contro Uber

SEIDISERA 25.06.2026, 18:00

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