Ticino e Grigioni

Cantonali 2027, Speziali: “Ci sarà da lavorare parecchio”

Il presidente del PLR ticinese parla di liste, alleanze, obbiettivi, ristorni dei frontalieri e del calo del partito - Sui casi che hanno scosso la politica cantonale: “Il Ticino riparta dai temi, non dai casi”

  • Un'ora fa
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Aria di campagna con il PLR

Il Quotidiano 26.06.2026, 19:00

Di: Quotidiano/Bleff 

Per la politica ticinese non è ancora tempo di vacanze: con casi che scuotono la politica ticinese e manovre in vista delle elezioni della prossima primavera. La rubrica del Quotidiano “Aria di campagna” ne ha parlato con Alessandro Speziali, presidente del PLR.

L’UDC va da sola: “Possiamo ambire a qualcosa di importante”

La notizia della settimana è che l’UDC andrà da sola alle prossime elezioni cantonali, senza la Lega. Speziali non nasconde che la cosa non è indifferente per il PLR. “Effettivamente c’è una possibilità, ci sono percentuali, che ci dicono che come PLR possiamo anche ambire a qualcosa di importante nel 2027”, afferma il presidente. “Io penso però che la cosa più importante sia quella di mantenere sobrietà, umiltà davanti ai possibili risultati. Vedo che magari negli altri partiti c’è chi si sente già in governo. Noi dobbiamo continuare a lavorare umilmente in Parlamento e poi saranno i ticinesi a decidere.”

L’obiettivo ora è costruire una lista forte. “Una lista variegata con persone riconosciute per il loro pregio istituzionale ma anche dall’economia, dal territorio, dalle associazioni”, spiega Speziali. “Il nostro obiettivo è fare una lista che sia un modo per i ticinesi di identificarsi in questa proposta politica di riforma, perché sappiamo che il Governo negli ultimi mesi era abbastanza stanco.”

“Sarà importante imbastire le riforme necessarie”, aggiunge il presidente del PLR. “Penso soprattutto a livello di mercato del lavoro, penso a una nuova gestione del territorio e anche a livello di formazione, che è una delle scommesse più importanti per il nostro Cantone. Ci sarà da lavorare parecchio.”

“La pagella di Christian Vitta è soddisfacente”

Il PLR ha salutato Christian Vitta, ma il presidente della Camera di Commercio Andrea Gheri ha giudicato insufficiente il suo contributo all’economia. Speziali prende le difese del consigliere di Stato uscente. “Penso che il commento sia stato un po’ ingeneroso. Vitta ha fatto un buon lavoro, non era un lavoro semplice. In mezzo abbiamo avuto la pandemia, le finanze stavano migliorando parecchio. Ha portato a casa diverse riforme: riforme fiscali, la legge sui negozi, ma anche importanti crediti di investimento su turismo, economia regionale, innovazione. Direi che la pagella di Christian Vitta sia soddisfacente”, afferma il presidente.

Le mosse di Christian Vitta

Le mosse di Christian Vitta

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Una critica: si è fatto poco per il ceto medio? Speziali replica: “Abbiamo prima di tutto evitato che si aumentassero le imposte. Adesso stiamo cercando di dare un colpo di mano non tanto spingendo sulla leva dei sussidi, ma abbassando i costi della vita attraverso anche minore burocrazia e una sanità che va contenuta. Il ceto medio non chiede per forza più sussidi, chiede semplicemente più certezze e un po’ più di libertà economica a fine mese.”

Calo dei deputati eletti: “Non è il momento dei grandi proclami”

PLR, il numero dei deputati eletti

PLR, il numero dei deputati eletti

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Dal 2007 al 2023 il PLR è passato da 27 a 21 deputati. “Questa è un’epoca complicata per le forze liberali, lo vediamo ovunque a livello internazionale e nazionale”, afferma Alessandro Speziali. “Adesso non c’è da concentrarsi sui grandi proclami, ma sugli aspetti concreti: una vita meno cara, più potere d’acquisto, una sanità sotto controllo una formazione all’altezza e dei salari che possano riprendere quota. I liberali dovranno soprattutto fare gesti di concretezza e rendere la libertà qualcosa di concreto a fine mese per chiunque, anche per le aziende.”

L’imposta sulla sostanza, “segnale di concretezza per il ceto medio”

Il PLR ha detto sì ad aumentare l’imposta sulla sostanza. “Questo è un segnale soprattutto di concretezza per il ceto medio”, spiega Speziali. “C’è un piccolo sforzo che devono fare i proprietari immobiliari, che però non sono quelli del ceto medio. Ci siamo detti: o la mettiamo sul piano ideologico o la mettiamo sul piano pragmatico. La preoccupazione in questo momento sono i costi della salute. Abbiamo ritenuto ragionevole fare un’applicazione sostenibile di queste iniziative perché sappiamo che sotto pressione adesso sono i cittadini e le famiglie normali. La fiscalità è l’ultima ratio, non può essere una scorciatoia. Però a un certo punto bisogna avere delle priorità e non ci si può arroccare su visioni rigide e ideologiche.”

“Il Ticino non può essere l’agnello sacrificale”

Assieme ad altre forze politiche il PLR ha spinto affinché il Governo blocchi i ristorni ai frontalieri, con scadenza al 30 giugno. “Il Ticino non blocca i ristorni come semplice segnale politico”, afferma il presidente del PLR. “L’importante è che ci sia della materia concreta. Il Ticino non può sempre essere l’agnello sacrificale degli interessi della Svizzera con gli altri paesi. È giusto che in maniera legittima faccia valere i propri interessi.”

Alta vigilanza: “Il Ticino riparta dai temi, non dai casi”

Una legislatura segnata dai “casi”, come quello di Hospita, e ora l’alta vigilanza su Claudio Zali. “Fanno male nel rapporto che il cittadino ha con le istituzioni”, si rammarica Speziali. “Sono casi che rallentano e svuotano l’energia del Governo. Penso che dobbiamo concentrarci sui temi che abbiamo elencato. Sinceramente ci vuole un ricambio, così il cittadino vede che il Ticino riparte dai temi e non riparte dai casi.”

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