La prevenzione non si fa soltanto parlando ai giovani, ma anche coinvolgendoli direttamente. È il messaggio scelto da Radix Svizzera Italiana in occasione del World Drug Day, la giornata con cui ogni 26 giugno le Nazioni Unite richiamano l’attenzione sull’abuso di droghe e sul traffico di stupefacenti. L’associazione ha deciso di accendere i riflettori su un lavoro che raramente conquista le cronache, ossia le iniziative attraverso cui ragazze e ragazzi diventano parte attiva nella promozione del benessere e nella prevenzione dei comportamenti a rischio.
Nicola, 17 anni, ha partecipato a un progetto di educazione tra pari nella sua scuola professionale. Un’esperienza che, racconta all’approfondimento radiofonico di Seidisera, gli ha permesso di affrontare con altri giovani argomenti spesso considerati tabù. Tra persone che si capiscono è più facile parlare di temi che, per molti motivi, vengono evitati osserva. Il percorso, aggiunge, può modificare il modo di rapportarsi agli altri, arricchire personalmente e rappresentare anche un’esperienza utile per il proprio curriculum.

Giornata contro l'abuso di sostanze: il ruolo attivo dei giovani
Il Quotidiano 26.06.2026, 19:00
Gli obiettivi e i numeri della formazione
Prima di entrare nelle classi, i giovani ricevono una formazione da Radix. L’obiettivo, spiega il direttore Marco Coppola, è permettere loro di trasmettere ai coetanei messaggi di prevenzione e di promozione della salute. Messaggi che non restano necessariamente confinati alla scuola ma che spesso vengono ripresi anche nelle amicizie e nelle relazioni informali di tutti i giorni. Nel corso dell’ultimo anno, nella Svizzera italiana sono stati quasi 4’200 gli allievi e gli apprendisti coinvolti, insieme alle loro classi, in attività educative di questo genere. Numeri importanti, dietro ai quali si trova però un impegno poco visibile.
Un lavoro silenzioso come una foresta che cresce
“Si parla di dipendenze soprattutto quando accade un fatto di cronaca”, sottolinea il presidente di Radix, Alex Farinelli. Molto meno spazio viene invece riservato alle attività quotidiane che cercano di prevenire i problemi prima che emergano. Una “foresta che cresce” senza fare rumore, ma che può contribuire a migliorare concretamente la situazione. Tra i progetti più recenti figura anche “It’s Ready”, una certificazione di qualità destinata a eventi, manifestazioni e carnevali che adottano misure per proteggere i giovani, dalla sicurezza alla riduzione dei consumi a rischio. Gli eventi certificati sono una ventina, mentre più di venti Comuni hanno già aderito al progetto. L’intenzione è ora rafforzare il coinvolgimento di altri enti, tenendo conto delle differenze di risorse e dimensioni. La collaborazione è più intensa con le città, ma, precisa Farinelli, si stanno sviluppando iniziative anche con i comuni più piccoli.
A Lugano, per esempio, il LongLake Festival ha già ottenuto il marchio “It’s Ready”, mentre Lugano Marittima non è ancora certificata. Proprio nell’area della Foce, dopo recenti episodi di violenza tra giovani, sono state rafforzate le misure di sicurezza.
Sempre a Lugano è inoltre in fase di completamento una ricerca su come i giovani vivono e percepiscono gli spazi pubblici. Anche in questo caso sono loro stessi a condurre il rilevamento, con il sostegno di Radix. Un’esperienza simile era stata realizzata dieci anni fa a Mendrisio e viene ora riproposta coinvolgendo il resto della regione.











