Il Governo ticinese critica le proposte di legge ed ordinanza sulle abitazioni secondarie messe in consultazione dal Consiglio federale. Gli avamprogetti dovrebbero sostituire, una volta superato l’iter parlamentare, quelle in vigore ora. A detta del Consiglio di Stato le norme sarebbero “molto restrittive in rapporto alla realtà del territorio cantonale".
Nessuna retroattività
Il Governo chiede che le nuove disposizioni non abbiamo effetto retroattivo, ovvero che non incidano sulle abitazioni già esistenti al momento della votazione popolare (11 marzo 2012). La proprietà e i diritti che ne derivano vanno garantiti, spiega l'Esecutivo nella sua presa di posizione.
I rustici non sono case
Il Consiglio di Stato sottolinea come sia positivo che le nuove norme consentano il cambiamento di destinazione e la ristrutturazione di rustici fuori zona edificabile. Tuttavia il Ticino chiede che i rustici non siano conteggiati come residenze secondarie, lasciando quindi spazio per altri edifici.
Benvenuto alle eccezioni
Per il Ticino è positivo anche il fatto che ci siano eccezioni che permettono di costruire altre case secondarie, “purché le stesse siano sfruttate a scopi turistici e costantemente occupate (letti caldi)". Il Governo biasima tuttavia le sanzioni per chi sgarra prospettate dalla Confederazione.
Red. MM/Da.Pa.
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