Ticino e Grigioni

Caso Bomio, firmato l'atto d'accusa

L'indagato teneva una tabella aggiornata degli abusi

  • 09.02.2013, 10:05
  • 05.06.2023, 20:54
piscina nuoto bellinzona tp.jpg

Un meticolosissimo elenco. Una squallida lista di abusi, che Flavio Bomio aggiornava sistematicamente, con tanto di data, nome della vittima e tipo di rapporto. Gl’inquirenti l’hanno trovata nel suo computer. È il nuovo, sconcertante retroscena della vicenda che poco più di un anno fa, il 16 dicembre del 2011, portò in carcere l’ex-presidente della Società Nuoto Bellinzona.

Per lui si profila ora il processo. Ieri il procuratore pubblico Amos Pagnamenta ha firmato infatti il rinvio a giudizio. Tredici pagine, nelle quali il magistrato ripercorre i fatti ancora imputabili al 70enne; quelli non caduti in prescrizione. Tra il ’98 e il 2011 – si legge nell’atto d’accusa – Flavio Bomio avrebbe approfittato di 15 ragazzi, tutti in età adolescenziale. Per ognuno di loro Bomio deve rispondere del reato di atti sessuali con fanciulli. In un caso si parla anche di atti sessuali con persone dipendenti. In un altro di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. E infine l’ipotesi più grave: la coazione sessuale, riferita a sei giovani. Allievi della Nuoto che – secondo Pagnamenta – Flavio Bomio avrebbe circuito esercitando pressioni psicologiche.

Numerosi (e di vario genere) gli abusi emersi dall’inchiesta. Il totale è di alcune centinaia, tra gli episodi avvenuti a casa di Bomio, in piscina o durante i campi di allenamento. Tre gli scenari. Il primo riguarda le vittime che con l’ex-presidente hanno avuto relazioni durature, protrattesi cioè sull’arco di qualche anno. Tra l’una e l’altra (o anche parallelamente) si sono poi susseguiti rapporti di natura più occasionale, a volte limitati a una singola circostanza. Senza dimenticare – terza fattispecie - i toccamenti impropri, che il 70enne avrebbe effettuato nelle sedute di massaggio.

Bomio, difeso dall’avvocato Maria Galliani, ha sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità. Stando alla perizia psichiatrica disposta dalla procura, al momento dei fatti era capace d’intendere e volere. Se le conclusioni della dottoressa Alessandra Canuto verranno accolte, non potrà dunque beneficiare di alcuna scemata imputabilità.

Francesco Lepori

Gallery video - Caso Bomio, firmato l'atto d'accusa

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Ti potrebbe interessare