Il caso Bomio si appresta ad approdare in aula. Ieri il procuratore pubblico Amos Pagnamenta ha rinviato a giudizio l’ex presidente della Società Nuoto Bellinzona. Quattro i reati di cui il 70enne dovrà rispondere alle Assise Criminali: coazione, atti sessuali con fanciulli, atti sessuali con persone dipendenti e atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere.
Le vittime sono 15
Le accuse, elencate in 13 pagine, si riferiscono solo al periodo compreso tra il ‘98 e il 2011; quello per il quale non è ancora subentrata la prescrizione. Quindici le vittime: tutti maschi in età adolescenziale. Ragazzi che Bomio avrebbe sottoposto a numerosi abusi, di vario genere, spesso compiuti – sostiene Pagnamenta - approfittando del ruolo ricoperto in seno alla Nuoto.
Le indagini hanno portato alla luce tre situazioni diverse. La prima riguarda le vittime che con Bomio hanno avuto relazioni durature, protrattesi cioè sull’arco di alcuni anni. Tra l’una e l’altra (o anche parallelamente) si sono poi susseguiti rapporti di natura più occasionale, a volte limitati a un singolo episodio. E infine – terza fattispecie - i toccamenti impropri, che il 70enne effettuava al termine degli allenamenti, durante le sedute di massaggio.
Nessuna scemata imputabilità
Secondo la perizia psichiatrica disposta dalla procura, al momento dei fatti il 70enne era capace d’intendere e volere. Se le conclusioni della dottoressa Alessandra Canuto verranno accolte, non potrà dunque beneficiare di alcuna scemata imputabilità. La parola alla Corte.
Francesco Lepori
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CSI 18.00 - Il servizio di Gian Paolo Driussi
RSI Info 08.02.2013, 18:37







