Sarà una Commissione parlamentare d’inchiesta a cercare di far luce sul cosiddetto “caso Hospita”. Lo ha deciso questo pomeriggio il Gran Consiglio che ha approvato il rapporto Il Gran Consiglio ticinese ha detto sì ad una commissione parlamentare di inchiesta che faccia luce sul caso Hospita-Lega, almeno dal punto di vista politico.
Dopo oltre tre ore di dibattito il Parlamento ha quindi accolto - con 66 voti favorevoli, 15 contrari e un astenuto - il rapporto di maggioranza della commissione della gestione che, appunto, invitava ad istituire una CPI. Il Legislativo doveva decidere quanti saranno i membri (da 5 a 7) e chi ne farà parte. L’aula ha optato per una CPI formata da 6 membri, con 63 voti a favore e 12 astenuti (l’emendamento che ne chiedeva 7 ha raccolto 33 favorevoli, quello che ne chiedeva 6 ha ottenuto invece 50 voti a favore).
Nel frattempo il PLR ha proposto Natalia Ferrara, il Centro Giuseppe Cotti, il PS Maurizio Canetta, l’UDC Andrea Giudici. Gli altri gruppi non hanno segnalato candidature esplicite.
“Una CPI è indispensabile perché il tema è la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, ha detto il relatore di maggioranza Fabrizio Sirica. Essa ha il compito di formulare rimedi: “Il Parlamento deve chiedersi se ha tutti gli anticorpi affinché le nomine siano fondate principalmente su merito e competenza”.
La seconda opzione sul tavolo era la formazione di una Commissione formata da tecnici, come chiedeva il rapporto di minoranza di Daniele Piccaluga (Lega): “Una CPI può essere uno strumento serio, ma può anche trasformarsi in un processo politico travestito da indagine. Sia chiaro che non temiamo la verità, ma temiamo una verità distorta dal tifo. Non ci stiamo sottraendo al controllo, ma ne chiediamo uno più credibile”.

Caso Hospita: domani il Gran Consiglio deciderà sulla CPI
Il Quotidiano 25.01.2026, 19:00







