Ticino e Grigioni

Caso Hospita, a fare luce una CPI? Oppure dei tecnici?

Il Gran Consiglio deciderà nel pomeriggio se creare una Commissione parlamentare d’inchiesta o una formata da esperti indipendenti - Tanti i punti da chiarire, tra cui “le nomine in magistratura”

  • Un'ora fa
Hospita, il primo tema caldo della seduta odierna
30:28

Il “Caso Hospita” nel mirino della politica

Modem 26.01.2026, 08:30

  • Tipress
Di: Modem/Spi 

Una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) per far chiarezza sul cosiddetto “caso Hospita” e, in particolare, il suo intreccio tra politica e istituzioni. Se riceverà luce verde lunedì dal Gran Consiglio ticinese, ma i numeri dicono che accadrà, sarà la quarta CPI della storia cantonale.

La vicenda, emersa nel 2024 con l’arresto per presunte malversazioni dell’ex deputato leghista Eolo Alberti, è diventata infatti quasi subito politica. I nodi che l’eventuale CPI sarà chiamata a sciogliere riguardano, riassumendo all’osso, principalmente due aspetti: da una parte, c’è l’inchiesta privata commissionata dalla Lega, con l’allora coordinatore Norman Gobbi, all’avvocato Enea Petrini, ex deputato leghista e membro del CdA di BancaStato, per chiarire le voci che circolavano su Alberti e l’azienda sanitaria Hospita; dall’altra, le presunte influenze, si è parlato di “combine” tra lo stesso Alberti e l’allora deputata Sabrina Aldi, per la nomina a procuratore pubblico di Alvaro Camponovo, figlio dell’allora socio di Alberti in Hospita. Un intricato groviglio, insomma.

Questo pomeriggio il Parlamento si pronuncerà sullo strumento più efficace per sciogliere i diversi nodi. Il dibattito, che sarà nella forma ridotta, dovrà in primo luogo esprimersi sui due rapporti: quello di minoranza firmato dalla Lega dei ticinesi e quello di maggioranza sottoscritto da tutte le altre forze politiche che siedono nella Commissione della gestione. Il clima in aula, a detta dello stesso presidente del Gran Consiglio, s’annuncia vivace: “Sono quei dibattiti che scaldano un po’ gli animi”, ha affermato al Quotidiano Fabio Schnellmann. “Sicuramente usciranno delle riflessioni molto particolari, per non dire molto profonde”.

Il voto, continua Schnellmann, “sarà segreto, per evitare i mal di pancia. Mi sembra corretto e lo prevede anche la legge. Inizialmente bisognerà votare quale dei due rapporti far nostri, quello di maggioranza che vuole la CPI o quello di minoranza, che vuole una Commissione tecnica, ma non politica. Dopodiché dovremo votare i membri della Commissione stessa, composta da 5 o più membri, quindi voteremo il presidente e gli eventuali emendamenti che chiedono più membri. C’è chi ne vuole 6 e chi 7”.

A fronteggiarsi, come hanno spiegato lunedì a Modem gli stessi relatori, sono due proposte. Quella di minoranza, allestita dal deputato e coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga, chiede che “a giudicare questo caso non sia una Commissione composta da politici, ma una Commissione tecnica che avrà le stesse identiche possibilità della CPI, quindi il diritto di accedere agli atti e all’incarto completo e il diritto di sentire le persone con la loro obbligatorietà di presenza. La sostanziale differenza è che sarà composta da tre esperti esterni e quindi non da politici attivi nel Parlamento”.

La proposta della maggioranza, secondo Piccaluga, ha un vizio di fondo: “Con una CPI composta da politici a pochi mesi dalle elezioni ci permettiamo di pensare che, uso il condizionale, qualcuno potrebbe usarla come strumento elettorale. Anche noi, continua il deputato, reputiamo che sia giusto fare chiarezza. Lo vuole anche la Lega, che nella vicenda è parte lesa, ma questa chiarezza la facciano degli esperti, che saranno pronti e obiettivi”.

Un pericolo, quello di politicizzare la vicenda, che esiste anche per il relatore di maggioranza e presidente della Commissione della gestione, il socialista Fabrizio Sirica: “Dal mio punto di vista è tuttavia un rischio che è assolutamente necessario prendersi, perché il caso Hospita tocca i fondamenti del nostro ordinamento democratico. Il tema dell’indipendenza dalle magistratura è il punto fondamentale che la CPI dovrà andare a confermare o, come auspico, addirittura a smentire”. Dovrà fare luce, continua Sirica, “se è vero che vi è stata una combine, quindi uno scambio di favori e una ripartizione di posti pubblici. Questo aspetto non può non essere approfondito nella migliore maniera possibile. Il Parlamento non può esimersi dal guardare al proprio funzionamento sulle nomine e su quali anticorpi sono eventualmente mancati”.

La proposta del rapporto di minoranza, secondo Sirica, “delimita in molto molto chiaro i contorni di cosa questa Commissione tecnica può fare e, cito, dovrebbe limitarsi a valutare eventuali responsabilità di natura amministrativa, tecnica o normativa. Questa formulazione esclude la possibilità di fare un’analisi e una riflessione sulle modalità di quello che è successo anche all’interno del Parlamento”.

In passato, è stato fatto notare a Sirica, non si è però proceduto con una CPI nel caso degli abusi sessuali commessi dell’ex funzionario del DSS: “Una presunta contraddizione”, replica il socialista: “Lì la valutazione politica ci poteva essere, ma era del tutto secondaria. Non è stata una decisione presa d’impulso, ma dopo un lungo iter”. Un distinguo che, secondo Piccaluga, non tiene: “In altre occasioni non si è voluto procedere con una CPI, semplicemente perché non c’era la Lega di mezzo”.

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Caso Hospita: domani il Gran Consiglio deciderà sulla CPI

Il Quotidiano 25.01.2026, 19:00

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