Nuovi ostacoli si presentano sulla via della nuova pianificazione di Castione comprendente anche la possibilità di edificare uno stadio in zona industriale. Alla decina di ricorsi presentati lo scorso novembre contro la variante approvata in votazione il 14 aprile 2013 si aggiungono anche due istanze di ricusa.
Chiedono che il Consiglio di Stato e i funzionari non possano più trattare la questione escludendo quindi il Governo dall'esame dei ricorsi contro la pianificazione. E ciò per presunta parzialità ritenuto che la variante per ridefinire i contenuti del comparto è stata sviluppata congiuntamente dal Cantone e dal Comune di Arbedo-Castione. L'iter è stato seguito dal Dipartimento del territorio fin dal suo avvio .
Le due istanze sono state inoltrate tramite l’avvocato Franco Gianoni dal gruppo Marti proprietario di oltre la metà dei terreni della zona industriale tra la stazione TiLo e il fiume Ticino. A questo punto i tempi di adozione della variante, in discussione già da ormai un decennio, rischiano di diventare biblici.
Diego Moles
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