Il futuro delle Officine FFS di Bellinzona non viaggia su un treno ad alta velocità. Mercoledì, dopo quattro riunioni e oltre venti ore di discussione, non è ancora stata raggiunta un'intesa sulla convenzione che dovrebbe gettare le basi per il Centro di competenze che dovrebbe nascere il prossimo anno dove ora c’è lo stabilimento. Benché su alcuni punti si stiano avvicinando, le posizioni delle Ferrovie federali svizzere e delle maestranze restano distanti. Ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. Gli interlocutori hanno deciso di ritrovarsi martedì prossimo per un altro incontro.
Convenzioni e statuti
Oggi, dopo alcune settimane di trattative, una delegazione delle FFS guidata dal responsabile del settore industriale Ferruccio Bianchi, i rappresentanti del Comitato di sciopero capitanati da Gianni Frizzo e i funzionari del Cantone si sono riuniti a Bellinzona per discutere i contenuti della convenzione e degli statuti. Il disaccordo e le sfumature, emerse già dai primi incontri di luglio, ci sono in particolare sul coinvolgimento che le FFS vogliono assicurare e il ruolo delle Officine di Bellinzona nell'architettura del Centro di competenze.
"Facciamo gli interessi degli operai"
Il leader degli operai delle Officine FFS Gianni Frizzo si dice fiducioso. "Le parti si sono avvicinate e in queste settimane sono stati fatti dei passi avanti", ci spiega ricordando che il mandato è quello di rappresentare gli interssi di coloro che lavorano negli atelier bellinzonesi. Secondo il protagonista dello sciopero comunque "il Centro di competenze sta prendendo forma"
Red. MM/Da.Pa.
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Contenuto audio
CSI 18.00 Gianni Frizzo al microfono di Daniela Giannini
RSI Info 11.09.2013, 19:55










