Pianspessa: un luogo che sorge lungo un crinale a ridosso dei comuni di Breggia e di Castel San Pietro e che negli ultimi anni sta vivendo una profonda rinascita, paziente e insieme consapevole, frutto di una visione che intreccia storia, paesaggio e responsabilità culturale.
Situata sul versante del Monte Generoso, quest’area di ben 15 ettari - uno dei comparti più vasti e pregevoli della Valle di Muggio e dell’intera regione - si inserisce in un paesaggio modellato nei secoli dall’interazione tra natura e presenza umana: prati aperti, boschi, edifici rurali e infrastrutture agricole che raccontano una lunga storia di domesticazione del territorio.
Il progetto di recupero è promosso dalla Fondazione Pianspessa, nata nel 2021 e animata da un gruppo interdisciplinare di persone che hanno scelto di intervenire “dal basso” per tutelare e valorizzare un patrimonio altrimenti destinato al silenzio. Tra i protagonisti di questo percorso figurano Luca Cereghetti, storico e presidente della Fondazione, e Chiara Donati, avvocato e membro del Consiglio di Fondazione. La loro azione si colloca all’interno di una riflessione più ampia avviata già nel 2018, in occasione della revisione del Piano regolatore del Monte Generoso, quando emerse la necessità di affiancare alla pianificazione formale una cura più attenta dei beni culturali e paesaggistici.

La nevèra di Pianspessa, sul Monte Generoso
RSI Info 18.01.2021, 13:56
Tra gli interventi più emblematici spicca il roccolo, oggi nuovamente leggibile nel suo impianto originario. Si tratta di una struttura storica composta da una torre in muratura e da un impianto vegetale circolare, formato da alberi piantati e potati con estrema precisione. In Svizzera il roccolo fu utilizzato come impianto di caccia agli uccelli fino al 1876, quando questa pratica venne proibita. Con il tempo, tali strutture scomparvero quasi completamente dal territorio. Il recupero del roccolo di Pian Spessa non intende ripristinarne la funzione originaria, ma salvarne il valore storico e simbolico, reinterpretandolo come testimonianza di una cultura materiale e di un rapporto con il paesaggio oggi non più praticabile, ma ancora capace di parlare al presente.
Il roccolo è però solo una parte di un complesso più ampio, che comprende edifici rurali, percorsi storici, manufatti agricoli e aree naturalistiche di pregio. Gli interventi realizzati e in corso non mirano a una musealizzazione statica, ma alla restituzione di Pianspessa come luogo vivo, coerente con la pianificazione territoriale e con l’identità del Generoso. Ogni azione è preceduta da studi storici, paesaggistici e naturalistici, e accompagnata da una riflessione sul “dopo”: come evitare che il restauro produca spazi belli ma vuoti? Come osserva Chiara Donati (ospite di Prima Ora) è chiaro infatti che «se i giovani si sentono legati a questi luoghi e alle tradizioni che rappresentano, allora c’è davvero un futuro per questo patrimonio.»
La risposta della Fondazione è stata dunque quella di costruire contenuti, relazioni e pratiche. Pianspessa è oggi anche un luogo di educazione e trasmissione, visitato da scuole e gruppi, dove il recupero materiale si accompagna a un lavoro didattico sul senso del patrimonio. Raccontare questi luoghi significa trasmettere un senso di appartenenza, soprattutto alle generazioni più giovani, affinché la cura del territorio non resti un gesto isolato, ma diventi una responsabilità condivisa.

Lavorare a questo comprensorio significa riscoprire il valore dell’impronta umana nel paesaggio: non come segno di dominio, ma come stratificazione di saperi, pratiche e forme di vita. Come sottolinea Luca Cereghetti, la cultura non è soltanto nelle opere costruite, ma anche nel modo in cui una collettività ha modellato e abitato il territorio. Se queste forme non vengono curate e reinterpretate, smettono di dialogare con il presente.
Pianspessa si configura così non solo come un progetto di recupero, ma soprattutto come un laboratorio storico-culturale: un luogo in cui passato e presente si incontrano, e dove la memoria del territorio trova nuove possibilità di espressione, senza nostalgie, ma con uno sguardo rivolto al futuro.
Albero
Tra le righe 24.02.2025, 14:30
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