Il cambio di procuratore pubblico ha avuto effetto sul caso dell’uomo che ad Agno, nell’agosto del 2022, sparò a suo figlio. La procuratrice Margherita Lanzillo, che aveva condotto l’inchiesta e firmato l’atto d’accusa, chiedeva che l’imputato (49enne al momento dei fatti) venisse condannato per tentato assassinio o, in via subordinata, per tentato omicidio intenzionale.
In aula però il processo, iniziato oggi (mercoledì), è stato condotto dal sostituto procuratore generale Moreno Capella, che non se l’è sentita di avanzare l’accusa di assassinio (più grave). “L’imputato ha sì sparato al figlio – ha spiegato – mettendo in pericolo la sua vita. Ma, pur avendo la possibilità di ucciderlo, avendo altri sei colpi a disposizione, non lo ha fatto”. L’accusa chiede dunque una condanna a 7 anni e mezzo di reclusione. La sentenza è attesa per domani pomeriggio.
Il passaggio di testimone tra procuratori pubblici era stato concordato pochi giorni prima del processo. La procuratrice Lanzillo aveva infatti avanzato una richiesta di ricusa nei confronti del giudice Mauro Ermani, ritenendolo prevenuto nei suoi confronti. Richiesta però rigettata dalla Corte dei reclami penali. A seguito di quella decisione si è dunque deciso di cambiare il magistrato che avrebbe portato il caso a processo.
RG 12.30 del 07.02.2024 - Il servizio di John Robbiani
RSI Info 07.02.2024, 12:30
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