L’antenna ticinese del Ministero pubblico della Confederazione ha chiuso l’inchiesta denominata “Ombra” che ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale che nel corso degli anni ha trasportato sull’asse Sudamerica-Europa almeno 227 chili di cocaina. In ballo anche ingenti quantitativi di marijuana e molte armi trafficate dal Ticino verso l'Italia.
Martedì, come anticipato dal "Corriere del Ticino", il procuratore federale Alfredo Rezzonico ha terminato gli accertamenti annunciando l'imminente firma dell'atto d'accusa. Uno svizzero, due italiani e un germanico-boliviano saranno processati dal Tribunale penale federale di Bellinzona, mentre altre cinque persone coinvolte sono già state condannate e una rimane latitante.
Lo svizzero è un bellinzonese di 70 anni arrestato nel 2010, oggi a piede libero in attesa del processo dopo aver già scontato un anno e mezzo. Secondo l’accusa partecipava pienamente all'organizzazione. Dovrà rispondere anche delle vendite di armi che lo hanno portato nel mirino dell'inchiesta «Ferro e fuoco» della Procura di Milano sui rifornimenti alla 'Ndrangheta.
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