Un cittadino francese di 43 anni è stato condannato giovedì a 14 mesi di carcere da espiare per la cosiddetta "truffa del mobiletto". L’uomo, di origine rom, ha ingannato una ditta svizzera specializzata nel commercio di pietre preziose scucendole un milione e mezzo di euro.
Riceveva soldi veri, li ridava falsi
Nel 2009, l'imputato, riconosciuto colpevole di truffa per mestiere, si è fatto consegnare una partita di pietre e diamanti rifilando ai venditori, con l'inganno, soldi falsi. Lo scambio di soldi avveniva in un ufficio di Milano, quello dei preziosi a Chiasso. Il 33enne faceva verificare l’autenticità dei soldi da due guardie giurate, poi li infilava in un mobiletto dove era nascosto un suo complice che le sostituiva con banconote fittizie.
Chiesti 3 anni
L’accusa, rappresentata dal pp Andrea Maria Balerna, ha chiesto tre anni da scontare. La difesa si è battuta per la sospensione della pena. La condanna inflittagli va ad aggiungersi ad altre tre per reati analoghi in Francia, Belgio e Germania.
Red. MM/CSI/Da.Pa.




