Il Gran Consiglio ticinese ha discusso il rendiconto dei singoli dipartimenti nell’ambito del dibattito sul consuntivo 2025 del Cantone. A un anno dalle elezioni, il dibattito ha rappresentato l’occasione per fare un bilancio politico dell’azione del governo. Le critiche, da destra a sinistra, non sono mancate. A poco è valsa l’iniezione di 80 milioni arrivati inaspettatamente dalla Banca nazionale, che hanno migliorato il disavanzo 2025 portandolo a -32,5 milioni.
“Le conclusioni del nostro rapporto, senza una chiara indicazione di voto della maggioranza, è una prima storica senza precedenti”, ha detto Fiorenzo Dadò, Granconsigliere de Il Centro, relatore di maggioranza. ”Questa mancata condivisione di responsabilità del Parlamento, spiacevole a dir la verità, è direttamente proporzionale a quanto succede da tempo in governo, alle sue maggioranze, alla provocazione, con il tacito avallo di tutti.“
Non vanno giù l’aumento delle spese correnti, la crescita di personale statale. “Come evidenziato nel rapporto di maggioranza, questo controllo della spesa da parte dell’Esecutivo non pare ancora essere stato recepito”, sottolinea Matteo Quadranti, capogruppo PLR. “Un esempio, fra gli altri, l’aumento costante dei dipendenti e dei dirigenti”.
Boris Bignasca, capogruppo della Lega dei Ticinesi ha affermato che: “Fondamentalmente questo consuntivo non è soddisfacente”. “Ascolteremo anche noi le prese di posizione dei consiglieri di Stato sui dipartimenti, ma in questo momento possiamo dire che non siamo intenzionati ad approvare il consuntivo”.
E preoccupa la capacità di raggiungere in futuro il pareggio dei conti. “Ed è qui che arriviamo al punto centrale del nostro rapporto”, aggiunge Alain Bühler, granconsigliere dell’UDC e relatore di minoranza 2. “Non mancano le analisi, manca la strategia, non manca la diagnosi, manca la terapia.”
Come riportare dunque le finanze su una traiettoria sostenibile? Per i socialisti, il problema è diametralmente opposto. Bisogna frenare la politica pluriennale di sgravi fiscali. “Questo consuntivo alla fine racconta la storia di uno Stato forte con i deboli e debole con i forti”, ha detto e relatore di minoranza 1 . “Uno Stato che chiede sacrifici al ceto medio mentre alleggerisce chi ha di più”.
Un pomeriggio dove la distanza tra Parlamento e governo è stata palpabile e che il direttore del Dipartimento delle finanze, alla sua ultima difesa di un consuntivo, ha voluto assottigliare, strappando, al netto di tutto, un applauso finale. “Alla fine, anche nei momenti più difficili, penso alla pandemia, ma penso anche ad altri momenti, la nostra popolazione e anche la politica sa unirsi - ha dichiarato Christian Vitta, direttore del dipartimento finanze ed economia -. Sono convinto che all’inizio della prossima legislatura ci saranno anche le premesse per trovare le giuste convergenze per affrontare quello che sarà oggettivamente un momento difficile anche per le nostre finanze”. E guardando avanti Vitta ha anticipato che il disavanzo 2026 sarà inferiore ai 109 milioni finora preventivati, senza però specificare la cifra.







