Dopo l'accettazione popolare di domenica scorsa della cosiddetta “iniziativa contro l'immigrazione di massa”, il presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), Jean-François Rime, si è espresso a favore di contingenti per i lavoratori differenziati in base ai settori economici.
Il consigliere nazionale dell'UDC friburghese ritiene che bisognerebbe reintrodurre dei permessi di lavoro limitati nel tempo. Gli svizzeri “non hanno necessariamente detto no alla libera circolazione delle persone”, quanto piuttosto “all'esplosione dei raggruppamenti famigliari e agli abusi nell'aiuto sociale”, ha detto Rime in un'intervista pubblicata sabato da “Tribune de Genève” e “24 Heures”.
Secondo il politico democentrista, “meno della metà dell'immigrazione è motivata dalla richiesta di personale dell'economia”, rimarcando come si sia creata una situazione di dumping salariale “molto forte in Ticino”.
ATS/EnCa
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