L’assassino di Daro è in Ticino, dove sta scontando il resto della pena inflittagli nel 2012. Il giovane, oggi maggiorenne, che nel luglio 2011 uccise a colpi d’accetta il patrigno nell’appartamento che condivideva con lui e con la madre, è stato trasferito dalla struttura della Svizzera tedesca dove era rinchiuso.
Ci sono intanto delle novità riguardanti l’ultima decisione del magistrato Fabiola Gnesa che in luglio aveva negato la liberazione al condannato. La Corte dei reclami penali (CRP) ha infatti accolto parte del ricorso del legale del giovane, l’avvocato Luca Guidicelli, nel quale si chiedeva di poter tornare in Serbia. La CRP ha criticato l’operato dell’autorità di esecuzione: il ricorrente è stato mal informato sulla possibilità di essere sentito dalla Commissione per i criminali pericolosi e di ricusarne i membri. Inoltre, per pronunciarsi, l’autorità non ha atteso il parere di quest’istanza e si è basata su atti datati.
Oltre ai segnali di miglioramento, tra i progetti del ragazzo c’è anche un possibile lavoro per una fondazione attiva in Africa. Ora la Magistratura dei minorenni dovrà riesaminare la questione.
Francesco Lepori e Davide Paggi
Dal Quotidiano:
CSI delle 18.00 del 02.10.14; il servizio di Francesco Lepori
RSI New Articles 02.10.2014, 19:57
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