Ticino e Grigioni

Daro, l’omicida non è pronto

Il giovane che, nel luglio 2011, uccise il patrigno a Bellinzona rimarrà in carcere per altri sei mesi. Non ha ancora raggiunto i requisiti per tornare in libertà

  • 09.01.2014, 20:09
  • 4 maggio, 12:50

Il giovane che, nel luglio 2011 in via Daro a Bellinzona, uccise a colpi d’ascia il patrigno, rimarrà in carcere per almeno altri sei mesi. L'assassino, detenuto in una struttura d'Oltralpe, non ha ancora raggiunto i requisiti per beneficiare della libertà condizionale o accedere ad un altro regime di espiazione della pena.

Decisione recente

Durante il periodo delle festività natalizie, le autorità che si occupano di lui da quando, nel novembre 2012, è stato condannato a 4 anni dal Tribunale dei minorenni, hanno deciso così. L’oggi maggiorenne dovrà continuare il percorso psicologico e di recupero iniziato tempo fa, affinché in futuro possa venir reintegrato nella società e condurre un vita normale. Una volta che sarà pronto, l'assassino verrà rimandato in Serbia, dove vive la madre, condannata in secondo grado all'ergastolo per averlo istigato ad ammazzare l'ex marito.

Metà della pena

Il diritto minorile prevede che, una volta che il colpevole ha scontato metà della pena, possa beneficiare della libertà condizionata Ciò a patto di non costituire un pericolo per la società e per se stesso. Una condizione che già lo scorso luglio, il giovane non rispettava . A scadenze regolari, normalmente semestrali, le autorità continuano a valutare la situazione. La pena, a meno di un ritorno in libertà anticipato, terminerà nel 2015.

Davide Paggi

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