Ticino e Grigioni

Daro, non è l'ora della libertà

Il giovane che uccise il patrigno nel 2011 non va scarcerato. Lui ricorre contro la decisione dei magistrati

  • 21.07.2014, 15:18
  • 4 maggio, 13:32
Il giovane è stato condannato a quattro anni

Il giovane è stato condannato a quattro anni

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Il giovane che, nel luglio 2011 in via Daro a Bellinzona, uccise con l'ascia il patrigno non è ancora pronto per uscire dal carcere. Il ragazzo, condannato a quattro anni per assassinio dal Tribunale dei minorenni, non può ancora beneficiare della libertà condizionale. È quanto stabilito pochi giorni fa dalla Magistratura dei minorenni, chiamata a pronunciarsi regolarmente sul caso sulla base del parere di più istanze. Contro questa decisione, il rappresentante del ragazzo ha però ricorso alla Corte dei reclami penali.

Il ragazzo, nel frattempo maggiorenne, non avrebbe ancora raggiunto i requisiti per un uscire dal centro di detenzione. Il diritto minorile vuole che possa farlo a patto di non costituire un pericolo per la società e per se stesso. Se il suo reclamo non verrà accolto, il giovane serbo rimarrà nella struttura d'Oltralpe dov’è detenuto, proseguendo il percorso di recupero. La pena dovrebbe esaurirsi nel luglio 2015. L'assassino tornerà allora in Serbia, dove risiede la madre, condannata in appello all'ergastolo per averlo istigato a uccidere.

Davide Paggi

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