Ticino e Grigioni

Don Valerio e l'odore delle pecore

  • 04.11.2013, 16:50
  • 4 maggio, 12:09

Papa Francesco vuole vescovi pastori, che sentano l’odore delle pecore. E che non utilizzino le Diocesi loro assegnate come trampolino di lancio per la carriera ecclesiale, verso sedi più prestigiose. Don Valerio Lazzeri corrisponde perfettamente al secondo requisito, a 50 anni di età ha tutto il tempo – un quarto di secolo - per familiarizzarsi con i meccanismi di gestione della Diocesi di Lugano, e di indicarle la strada verso il futuro. Ha certamente voglia di restare a lungo, non gli interessa una promozione all’ombra dei Sacri Palazzi.

Poi, nella sua esperienza c’è anche l’odore delle pecore. Sa che cosa significhi essere in mezzo alla gente, agli studenti (è stato vice rettore del Collegio Papio di Ascona), che cosa vuol dire consigliare e dare indicazioni, ad esempio al gruppo di donne consacrate che segue da tempo. Le sue messe, a Lugano, sono semplici, comunicative, sa sorridere durante le celebrazioni, e ciò dice del suo animo più di mille parole.

Chi lo conosce bene lo definisce in tre concetti: pensiero martiniano (Carlo Maria Martini, dunque attento al vento nuovo dello Spirito), tante idee per il futuro, estrema discrezione e umiltà. Con un limite, dicono: non ama i media, difficile – almeno, sinora – trascinarlo in una qualche trasmissione radio o televisiva. Dovrà farsene una ragione e piegarsi alle esigenze della comunicazione contemporanea. Il vescovo di Lugano è personaggio pubblico, da mons. Corecco a mons. Torti fino a mons. Grampa i media sono stati la piattaforma privilegiata sulla quale il capo della Chiesa locale ha fatto sentire la sua voce. Ognuno secondo il proprio stile particolare.

Ci sarà bisogno di capire da lui molte cose: ad esempio, se riuscirà a comporre le divergenze tra i sacerdoti diocesani e quelli che fanno capo a movimenti o gruppi ecclesiali – le due anime, non sempre concordi, della Diocesi. Se riuscirà a fare accettare ai cattolici ticinesi il gran numero di parroci che vengono da fuori, dalle Chiese lontane, Africa, Asia, Sudamerica. Se le finanze della Diocesi – più dipendenti da entrate straordinarie rispetto alle consorelle d’Oltralpe – troveranno un consolidamento che permetta di guardare al futuro con tranquillità. E – per restare in tema di finanze - che ne sarà del Giornale del Popolo? Soprattutto oggi che è nata ComEc, Communicatio Ecclesiae, la rete di comunicazione ecclesiale voluta dai vescovi svizzeri?

Domande aperte, il campo da arare è largo. Don Valerio Lazzeri, Sua Eccellenza monsignor Valerio Lazzeri ormai (siamo però sicuri che il titolo pomposo non gli piacerà), mette mano all’aratro. Ha di fronte un compito difficile. Ma ha anche, da cristiano, una consolazione: da uomo di fede sa di non essere solo, nella sua azione è accompagnato dallo Spirito che gli indica la strada. Buon viaggio.

Bruno Boccaletti

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  • CSI 18.00 Il servizio di Alessandro Tini

    RSI Info 04.11.2013, 18:47

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