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VITE SOSPESE
di Katia Ranzanici
Un ragazzo di 11 anni, una donna di 26, un uomo di 40; in comune hanno una diagnosi che mette una paura terribile: un tumore maligno. Il cancro li coglie ancora giovani, in un momento in cui proprio non se lo aspettano. La loro vita e quelle delle loro famiglie è sconvolta. Tutto gira attorno ad una malattia dalla quale non sanno se guariranno. Infatti, nonostante anni di prevenzione e cure che migliorano costantemente, il cancro resta la seconda causa di morte in Svizzera. E il numero dei morti che, complice l’invecchiamento della popolazione, non diminuisce, anzi aumenta. Ma cosa significa vivere con un tumore, soprattutto quando si è giovani? A Falò alcune testimonianze di chi ha incontrato questa malattia e il racconto di come gli ha cambiato la vita.
DOTTORE, MI DICA!
di Katia Ranzanici
“Lei ha un tumore maligno, non sappiamo quanto le resta da vivere”. Una frase che suona come una sentenza di morte; parole che gettano nello sconforto e magari nella depressione; parole inappropriate e che magari si rivelano affrettate. Per chi si ammala di cancro, lo shock della scoperta della malattia a volte è aggravato da una comunicazione sbrigativa, se non brutale. Secondo alcuni studi, un terzo dei medici non è preparato a sufficienza per gestire in modo corretto la comunicazione di una malattia grave. I corsi per migliorare ci sono, ma sono frequentati da pochissimi medici.
Dei tumori, delle possibili cure e del modo di parlarne ai pazienti discuteremo in studio con il dottor Michele Ghielmini, direttore dello IOSI di Bellinzona, il dottor Raffaele Rosso, Capo dipartimento chirurgia dell’EOC e il dottor Nello Broggini.
Per domande e considerazioni è a disposizione il Forum di Falò all'indirizzo email rsi.ch/falo e per sms al numero 955 con parola chiave Falò.
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