Xenia Peran è stata condannata oggi, mercoledì, a 24 mesi di carcere sospesi, ma potrà continuare a esercitare la professione di avvocato. La 53enne processata in contumacia è stata riconosciuta colpevole di appropriazione indebita per 135’000 euro (circa 150'000 franchi), tentata coazione e diffamazione, ed è stata invece prosciolta per l'amministrazione infedele e una parte degli altri reati.
L’avvocata luganese, anche nella giornata conclusiva del processo, è stata protagonista di un ultimo colpo di scena prima della sentenza. Il giudice Marco Villa ha infatti informato i presenti che poco prima delle 9.00 di questa mattina, la signora Peran si è presentata di persona allo sportello del Tribunale con la richiesta scritta di riaprire il processo, dopo aver trovato un avvocato di fiducia a Milano.
Se la prima condizione non fosse stata possibile, chiedeva almeno di concederle il diritto dell'ultima parola prima della sentenza. Tuttavia, la Corte (riunita in Camera di consiglio già dal tardo pomeriggio di ieri, martedì) ha ritenuto le richieste tardive e non è quindi entrata nel merito.
CSI/R.Lara
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