La maggioranza dei votanti ticinesi ha respinto l’iniziativa cantonale “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!” con il 56,17% di voti contrari contro il 43,83% di favorevoli.
Il risultato si stava delineando già nel corso dello spoglio. Ai microfoni della RSI, Fabrizio Sirica (co-presidente del Partito socialista ticinese) e Matteo Pronzini (granconsigliere dell’MPS) avevano rispettivamente dichiarato che sarà necessario lavorare su aspetti puntuali per tutelare i lavoratori e che si continuerà a lottare per evitare che il Ticino si trasformi in un cantone per poveri.

Il co-presidente del PS Fabrizio Sirica: la volontà popolare va rispettata, l’implementazione deve partire dalle nostre proposte
RSI Info 28.09.2025, 17:28
Iniziativa dumping salariale, Pronzini: Continueremo la nostra battaglia; Maderni: Questa iniziativa non era la risposta
RSI Info 08.03.2026, 14:20
Sul fronte del no, in diretta su RSI LA1, Cristina Maderni (granconsigliera PLR e vicepresidente della Camera di commercio) aveva sostenuto che l’iniziativa non era la risposta ai problemi del mondo del lavoro. Anch’egli contrario, Andrea Censi (deputato della Lega) aveva avvertito del rischio di gravare sui conti dello Stato.
Iniziativa sul dumping salariale, Censi: “Molto soddisfatti del risultato”
RSI Info 08.03.2026, 15:35
A spoglio concluso, il Consiglio di Stato ha accolto con soddisfazione il voto, sottolineando in un comunicato che l’applicazione dell’iniziativa avrebbe comportato “un aumento sensibile della burocrazia e importanti costi ricorrenti per l’ente pubblico, in un periodo in cui le finanze cantonali sono già particolarmente sotto pressione, senza reali benefici per il nostro mercato del lavoro”. Il Governo ha ribadito il proprio impegno per la legalità sul mercato del lavoro, ricordando che il Ticino è già oggi il Cantone con il tasso di verifiche più alto della Svizzera.
Votazioni federali: il commento al “no” all’iniziativa SSR
Il Consiglio di Stato ha accolto con soddisfazione anche il no della popolazione svizzera e ticinese all’iniziativa per il dimezzamento del canone radiotelevisivo. Nella nota, il Governo ha ricordato di essersi schierato contro la proposta, ritenendo che una così drastica riduzione del canone avrebbe impedito alla SSR di svolgere il proprio mandato di servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche del Paese.
Va precisato che i due Consiglieri di Stato leghisti, Norman Gobbi e Claudio Zali, si erano detti personalmente favorevoli all’iniziativa “200 franchi bastano”, discostandosi dalla posizione collegiale del Governo.
Il Consiglio di Stato ha infine annunciato che seguirà con attenzione le conseguenze della riorganizzazione aziendale della SSR, avviata per far fronte alla già prevista riduzione del canone a 300 franchi.
“200 franchi bastano” - Carobbio Guscetti: Soddisfazione a nome del Governo
RSI Info 08.03.2026, 15:53







