La minaccia del governo ticinese di bloccare i ristorni verso l’Italia, a causa della tassa sanitaria che la Lombardia vorrebbe imporre ai frontalieri svizzeri, è stata discussa martedì a Berna in un incontro tra i deputati ticinesi e la consigliera federale Karin Keller-Sutter. La notizia è stata data mercoledì durante la tradizionale conferenza stampa di fine sessione della Deputazione ticinese, che negli ultimi mesi si è dovuta occupare parecchio di queste tensioni.
La responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF), riferisce ai microfoni della RSI il presidente della Deputazione, Bruno Storni, “ha confermato che il Consiglio federale non è una tassa, non è in vigore e non è opportuno agire sui ristorni perché sarebbe una violazione dell’accordo fiscale con l’Italia”.
La questione viene discussa in queste ore anche in un incontro tecnico online tra funzionari del Consiglio di Stato e del Consiglio federale, nello specifico della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali. L’obiettivo è trovare una via che possa soddisfare il Canton Ticino ed evitare quello che, prefigura Storni, “è chiaro che se il Cantone insiste sull’idea di trattenere i ristorni ci sarà uno strappo con l’Italia e anche con la Confederazione che invita a non spingersi così lontano”.
I principali temi affrontati dai deputati
Nel tradizionale incontro con la stampa, il presidente della deputazione ticinese ha presentato i principali temi affrontati dai deputati ticinesi nelle tre settimane di sessione, con particolare attenzione al settore dei trasporti. Venerdì il Consiglio federale dovrebbe mettere in consultazione il progetto “Trasporti 45”. Secondo Storni, per il Ticino non si profilano investimenti significativi: sarebbero infatti previsti circa una quindicina di milioni di franchi per un nuovo binario alla stazione di Locarno.
La deputazione intende però chiedere un incremento del credito fino a 450 milioni, così da includere anche i progetti elaborati dal Cantone nell’ambito di un concetto d’offerta. I cinque interventi principali riguardano il raddoppio dei ponti sulla Verzasca e sul Ticino (attualmente a binario unico lungo la linea Locarno–Bellinzona, con l’obiettivo di permettere la circolazione di treni InterCity diretti a Zurigo) oltre al potenziamento delle stazioni di Bellinzona, Lugano e Mendrisio.
Durante la sessione, i deputati ticinesi hanno inoltre incontrato la direzione delle FFS. “È stato un incontro molto interessante”, ha commentato Storni, durante il quale si è discusso anche della futura officina di Castione, che ospiterà 360 dipendenti e 80 posti di apprendistato. Lo stabilimento sarà inizialmente occupato all’85%, lasciando quindi margini per un’ulteriore espansione occupazionale.

Blocco dei ristorni: la posizione della Lombardia
Il Quotidiano 28.05.2026, 19:00










