Ticino e Grigioni

Ecco le nuove sale parto dell’Ospedale Civico

La ristrutturazione si inserisce nel progetto da 200 milioni di franchi che entro il 2035 modernizzerà l’intero nosocomio luganese

  • Un'ora fa
Una delle nuove sale parto dell'Ospedale Civico di Lugano
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Nuova vita alle sale parto

Il Quotidiano 05.03.2026, 19:00

  • Tipress
Di: Il Quotidiano - Barbara Botti / Pa.St. 

All’Ospedale Civico di Lugano è terminata la ristrutturazione delle sale parto. Tre sale che ora sono al passo con i tempi, con colori tenui, apparecchiature e arredi nuovi. Tutto il necessario per mettere il più possibile a proprio agio le future mamme e le persone che le accompagnano.

“Dalle pazienti abbiamo ricevuto degli apprezzamenti, soprattutto da parte di chi era magari alla seconda esperienza e aveva quindi vissuto un parto nelle sale precedenti” dice al Quotidiano Elena Cicconi, caporeparto infermieristico di maternità e ginecologia.

Al civico di Lugano nascono 400 bambini all’anno. Le sale parto erano tra le priorità della ristrutturazione generale da 200 milioni di franchi che l’Ente ospedaliero cantonale (EOC) farà a tutto il nosocomio, passo per passo, entro il 2035.

Di certo, non si tratta solo di sale moderne e confortevoli. “Quando si viene in ospedale, non si fa per forza un parto medicalizzato: si può fare un parto naturale, assistito dall’ostetrica. Abbiamo anche una vasca e la sedia Maya” sottolinea Andrea Papadia, primario di ginecologia e maternità. E aggiunge: “Dovesse verificarsi un imprevisto, siamo in una struttura ospedaliera molto attrezzata per fare fronte a tutte le evenienze”.

Lo dice anche Monica Ragazzi, caposervizio dell’Istituto pediatrico della Svizzera italiana: “Con queste nuove sale parto abbiamo la possibilità di garantire un ambiente intimo e confortevole per la coppia mamma-bambino”. Nelle nuove sale, che si ispirano agli elementi naturali - aria, acqua e terra - sono pronti a intervenire altri specialisti, se necessario. “Nel momento in cui il ginecologo lancia un allarme d’emergenza, lo fa componendo un numero di telefono che avvisa tutti i partner coinvolti: strumentisti, anestesisti e pediatri” conclude Michele Musiari, capoclinica di anestesiologia.

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