“Pericolosissimo”. Il procuratore generale del Piemonte, Marcello Maddalena, ha descritto così la figura dell’ergastolano Domenico Cutrì, 32 anni, evaso lunedì dal carcere di Gallarate, in provincia di Varese, grazie all’azione di un commando. Secondo il magistrato l’uomo “ha legami familiari molto forti e una forte capacità d’intimidazione e di condizionamento”. Maddalena sostenne l’accusa e coordinò le indagini dei carabinieri in occasione del processo d’appello a Torino, terminato con la condanna a vita di Cutrì per aver stroncato a colpi di pistola un cittadino polacco che aveva fatto delle avance alla sua fidanzata.
Le ricerche
Intanto si sono estese a tutta l’Italia, con blocchi nella provincia di Novara a cavallo tra Piemonte e Lombardia, le ricerche dei componenti della banda che lunedì ha fatto evadere l’ergastolano. Suo fratello, Antonino, 30 anni, che ha partecipato all’azione, è morto in ospedale a causa delle ferite riportate nello scontro a fuoco con gli agenti della polizia penitenziaria che scortavano Cutrì per un processo.
Oltre all'evaso, carabinieri e polizia cercano altri due o tre uomini che hanno agito poco prima delle 15 di ieri. Erano arrivati a bordo di due auto, una delle quali è stata trovata vicino al tribunale. Nella vettura sono state rinvenute anche delle armi. Lunedì in serata si era diffusa la notizia che un terzo fratello Cutrì si era costituito in ospedale con una ferita a un piede ma la circostanza è stata smentita dagli investigatori durante la notte.
Secondo le notizie giunte sin qui, Antonino Cutrì, ferito a morte nello scontro a fuoco con le forze dell’ordine, sarebbe stato dapprima portato a casa della madre a Cuggiono, nel milanese. La donna lo avrebbe poi trasportato, in fin di vita, all’ospedale di Magenta dove è morto poco dopo. In mattinata, in un parcheggio del medesimo nosocomio, è frattanto stata ritrovata la vettura utilizzata dal commando per far fuggire Cutrì. I due agenti feriti, uno con un trauma cranico, l’altro con problemi agli occhi dopo che i banditi lo avevano colpito con spray urticante, sono invece stati medicati all’ospedale di Gallarate.
ATS/ANSA/Swing/A.B.
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Posti di blocco anche al confine
Oltre che in tutto il Nord Italia, le ricerche dell'evaso e dei componenti del commando si sono estese anche al confine con il Ticino. Numerosi posti di blocco sono stati allestiti dalle forze dell'ordine della Penisola nei punti di confine con il nostro cantone.
I fratelli Cutrì non erano indagati per reati mafiosi
Domenico Cutrì, l'ergastolano evaso dal tribunale di Gallarate, così come i suoi familiari, non sono mai stati indagati per associazione di stampo mafioso. Domenico era in carcere per omicidio e suo fratello Antonino, che poi è morto dopo il conflitto a fuoco con gli agenti di polizia penitenziaria, per reati legati a droga e armi. Le auto utilizzate per l'assalto, entrambe rubate lunedì prima dell'asssalto, sono ora sottoposte ad accertamenti scientifici da parte dei carabinieri del reparto operativo di Milano nella speranza che a bordo delle vetture vi siano delle tracce organiche che possano risultare utili alle indagini.






