È una vicenda giudiziaria decisamente anomala quella dell'ex-dipendente della BSI rinviato a giudizio, nel dicembre del 2014, per avere sottratto oltre un milione di franchi (in oro e monete antiche) dalle cassette di sicurezza della banca. Ormai sono trascorsi quasi tre anni, e il processo non si è ancora svolto. Mentre era in attesa di giudizio l’uomo, un ticinese, ha infatti continuato a delinquere, posticipando automaticamente il dibattimento.
Prima ha falsificato l’estratto dell’Ufficio fallimenti per potere ottenere un appartamento in affitto. Poi è finito di nuovo sotto inchiesta a causa di una presunta appropriazione indebita di due vetture prese a noleggio. Nei giorni scorsi l’ultima brutta sorpresa: un altro documento fasullo in ambito locativo, stavolta a favore di una conoscente. L’ennesimo “inciampo” gli è costato caro. Il procuratore pubblico Andrea Maria Balerna ha disposto il suo arresto, confermato dal giudice dei provvedimenti coercitivi proprio in ragione del rischio di recidiva.
Ci si avvia così verso il quarto – e si spera definitivo – atto d’accusa. Il dibattimento si terrà alle Assise Criminali, dove l’ex-bancario rischia una pena fino a cinque anni di carcere. L’imputato, difeso da Sara Sabina Schlegel, è sostanzialmente reo-confesso. Contesta soltanto l’appropriazione indebita delle due auto.
Francesco Lepori





