Il presidente uscente del Gran Consiglio ticinese, Luca Pagani, ha passato il testimone lunedì al suo subentrante Fabio Badasci al termine del suo discorso di commiato. Pagani ha ricordato i momenti lieti come la visita di delegazioni provenienti da altri cantoni o da altre città estere, come San Pietroburgo, ma pure gli eventi tragici come la scomparsa di amici deputati come è stato il caso di Angelo Paparelli deceduto due mesi fa.
Alle 14.14 un lungo applauso ha confermato la nomina del deputato leghista a presidente del Legislativo cantonale, che sarà affiancato dai suoi vicepresidenti, ossia il PLR Walter Gianora e la socialista Pelin Kandemir Bordoli.
Nel suo discorso Badasci ha espresso la volontà di conoscere più profondamente il Ticino, presenziando nel limite del possibile agli eventi principali. Ha poi invitato “a evitare le diatribe partitiche”, onde creare un ambiente equilibrato, utile per il progresso cantonale. Infine il nuovo presidente ha rilevato le sfide che attendono lui e il Legislativo nei prossimi mesi, come l'economia e AlpTransit, assestando un affondo alla SECO, che a suo avviso "non avrebbe ancora capito i problemi del lavoro in Ticino", come i lavoratori indigeni sostituiti da frontalieri.
EnCa





