Una frode fiscale da 15 milioni di euro dietro alle truffe delle società di leasing per automobili che venivano rivendute anche in Svizzera. Questi i risultati dell’operazione condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Luino (Varese) che ha concluso gli accertamenti scaturiti dall’operazione "Darico", la stessa che aveva portato a sgominare una banda di trafficanti d’auto e che si era conclusa lo scorso aprile con l’arresto di 7 pregiudicati per i reati di frode fiscale e di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed il rinvio a giudizio di 42 persone, metà delle quali già condannate lo scorso 4 ottobre.
I militari italiani hanno effettuato controlli nei confronti delle imprese riconducibili a vario titolo ad uno studio di consulenza fiscale italiano, risultato evasore totale e gestito da un professionista già destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tali approfondimenti hanno portato alla chiusura di 27 studi professionali utilizzati come paravento per mascherare le truffe ai danni delle società di leasing.
Le organizzazioni vendevano beni e servizi, ma solo sulla carta, e venivano utilizzati prestanome che lavoravano in altri settori, anche in aziende attive sulla fascia di frontiera. Sono stati esaminati 94 conti correnti e numerose operazioni extra-conto che hanno permesso di recuperare sia gli elementi di reddito sottratti a seguito della frode fiscale sia i proventi illeciti derivanti dalle operazioni di rivendita degli autoveicoli illecitamente esportati e rivenduti in Svizzera, consentendo così all'Italia di tassare anche gli arricchimenti illegali che altrimenti sfuggirebbero al prelievo fiscale.
Red.MM/sdr






