Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio di Stato ticinese Paolo Beltraminelli, dopo che martedì la commissione delle finanze del consiglio degli Stati ha chiesto all’unanimità di valutare l’eventuale disdetta dell’accordo che regola la restituzione all’Italia dell’imposta alla fonte, in vigore dal 1974.
“La richiesta testimonia un interesse verso un problema che è svizzero ma percepito soprattutto in Ticino”. Secondo Beltraminelli, la decisione della commissione avrà il pregio di esercitare una “certa pressione su chi sta trattando con l’Italia”, il quale, fino ad ora, sempre secondo il direttore del Dipartimento della sanità, non ha “preso sul serio” il dossier.
“Ad un certo momento delle trattive –spiega -, a fronte di altre tematiche ritenute più importanti”, l’accordo sull’imposta alla fonte dei frontalieri veniva “messo in secondo piano mentre ora si procederà con risolutezza”.
In generale, l’atteggiamento a Berna nei confronti del Ticino sarebbe cambiato dopo la votazione del 9 febbraio, quando a sud delle Alpi i cittadini manifestarono il loro malcontento, accogliendo con il 68,2%, ben al di sopra del risultato nazionale, l’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa”.
I senatori, la cui decisione non è vincolante, non ha tenuto conto delle perplessità espresse dalla ministra delle Finanze Eveline Widmer-Schlumpf anche davanti alla stessa commissione.
CSI/Red MM
Gallery audio - Frontalieri, "più pressione su chi tratta"
Contenuto audio
CSI 07.30 - Il servizio di Giorgia Roggiani
RSI Info 26.03.2014, 08:57












