Di Francesco Lepori
Per il Casinò è un colpo grosso. Una vincita da 31 milioni di franchi (25 più gli interessi). I 31 milioni che reclamava la Fun Time, per il mancato guadagno dovuto alla disdetta del contratto intimatale, nove anni fa, dai vertici di via Stauffacher. Lo ha deciso in settimana il Tribunale d’Appello, confermando così quanto stabilito nel 2010 dal Pretore di Lugano.
La vicenda
La collaborazione – ricordiamo - iniziò nell’estate del 2003. In cambio di una percentuale sugli introiti procurati, la Fun Time s’impegnava a portare, sulle rive del Ceresio, facoltosi clienti. Ma presto la società di promozione finì nella bufera. Intervenne anche la Commissione federale delle case da gioco, per il fatto che l’accordo non le fosse stato segnalato, come invece prevede la legge. Ed è proprio sulla base di questo aspetto che il Tribunale d’Appello ha ritenuto valida la disdetta. Il Casinò – secondo punto – dovrà però rimborsare alla Fun Time gl’investimenti effettuati per avviare la sua attività. In totale si parla di oltre 200mila franchi. Ai 140mila spesi per allestire la struttura vanno aggiunti infatti, anche qui, gl’interessi maturati da allora.
La reazione del presidente del Casinò
“Rispetto alle pretese principali è comunque poca cosa – commenta soddisfatto il presidente del Casinò, Erasmo Pelli. Per noi va bene così. Non andremo certo al Tribunale federale.” A farlo potrebbe essere invece la Fun Time. “Ci stiamo pensando – commenta il legale della società, Giovanni Augugliaro. La sentenza non ci convince.” L’eventuale ricorso andrà inoltrato entro i prossimi trenta giorni.
Gallery video - Fun Time non sarà risarcita







