Dodici parole e un punto. Tanto basta alla Commissione Costituzione e leggi per respingere l’iniziativa parlamentare generica con la quale l’MPS chiede di vietare la vendita di alcol alla buvette del Gran Consiglio ticinese.
“L’iniziativa presentata in oggetto – scrivono le due (!) relatrici commissionali Lara Filippini (UDC) e Nadia Ghisolfi (Il Centro) – è chiaramente provocatoria. La Commissione la respinge”. Una laconica e provocatoria stroncatura da record, perlomeno per quanto concerne la forma. Già solo il titolo dell’atto parlamentare “Aiutiamo i/le parlamentari ed i membri del governo ad evitare di essere coinvolti/e in incidenti con automobilisti stranieri” conta infatti otto lemmi in più di quelli utilizzati per la sua trattazione.
Dodici parole, un punto e sedici firme: il contenuto del rapporto, che andrà in aula nelle sessione al via lunedì 4 novembre, è condiviso da tutti i partiti che fanno gruppo e da tutti i commissari (compreso il plr Paolo Ortelli, assente il giorno delle sottoscrizioni). La proposta di Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi risale allo scorso mese di maggio e nasce sulla scia dell’incidente che quasi un anno fa ha visto coinvolti un automobilista straniero e il consigliere di Stato Norman Gobbi - positivo a un primo controllo dell’alcol, ma nei limiti stando a una seconda verifica -. Bocciarla in aula sarà a questo punto facile come bere un bicchier d’acqua. E a proposito di bicchieri, chissà se l’MPS proverà a vederlo mezzo pieno. Prendendo atto, per esempio, che a questo giro l’atto parlamentare verrà trattato dal plenum nel pieno rispetto dei tempi di legge.

Pronzini prosciolto
Il Quotidiano 17.10.2024, 19:00











