La guerra in Medio Oriente sta avendo delle conseguenze anche sul turismo mondiale: scali dei paesi del Golfo disertati, carburante che inizia a scarseggiare, voli che vengono annullati. Nei Grigioni le ripercussioni dirette non sono ancora così gravi ma, in vista dell’estate, sussistono diversi timori, sebbene i turisti arabi e asiatici non costituiscano una componente preponderante sul totale degli ospiti. Ma non è inoltre da escludere che, viste le incertezze politiche, diversi svizzeri sceglieranno di passare le proprie ferie in patria.
Attualmente le conseguenze della guerra in Iran si stanno facendo sentire maggiormente in altri cantoni alpini, in aree come l’Oberland bernese o lo Jungfrau, mete particolarmente apprezzate da turisti provenienti dall’Asia, dai Paesi del Golfo e dall’India. In queste zone, infatti, sono già pervenuti annullamenti di prenotazioni.
La paura e le difficoltà di volare ed i voli cancellati a causa della mancanza di carburante per gli aerei, potrebbero però spingere più svizzeri ed europei a fare le vacanze in Svizzera e nei Grigioni. “Ci farebbe naturalmente piacere”, spiega al Quotidiano Luzi Bürkli, portavoce di Grigioni Vacanze, ma “di solito queste decisioni vengono prese a corto termine. Per questo siamo prudenti nelle previsioni”. Dunque “occorrerà aspettare l’evolversi della situazione, quest’estate”, conclude Bürkli.
In Svizzera i turisti arabi costituiscono solo 800’000 pernottamenti circa, sugli oltre 44 milioni registrati lo scorso anno. Fondamentali sono dunque, anche nei Grigioni, i turisti europei e quelli svizzeri, che rappresentano la metà dei pernottamenti.
Qual è il comportamento dei ticinesi in questo momento?
La voglia di viaggiare dei ticinesi sembra essere rimasta intatta, come osserva Fabio Capone, responsabile Kuoni Sopraceneri. Ciò che si è potuto notare è invece un temporeggiamento rispetto alle prenotazioni, dovuto all’incertezza della situazione.
I ticinesi cercano quindi di informarsi il più possibile presso le agenzie di viaggio, chiedendo consigli su mete alternative e scenari futuri. Secondo Capone è molto difficile stabilire quali aeroporti saranno più colpiti, però è certo che i prezzi delle compagnie aeree sono saliti per sopperire alla penuria di carburante.
Il consiglio da parte del responsabile di Kuoni Sopraceneri è quello di approfittare delle buone offerte, quando queste si presentano, proprio per evitare impennate di prezzo.

La guerra cambia la geografia delle vacanze dei ticinesi
Il Quotidiano 13.04.2026, 19:00





