Come ogni anno durante le vacanze di Pasqua, il Ticino si conferma una meta molto ambita. Complice il bel tempo, nella scorsa settimana l’occupazione alberghiera è cresciuta di circa il 10% in tutte le regioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Potrebbe però sorprendere la geografia delle presenze: i visitatori hanno privilegiato il Luganese rispetto al Locarnese.
Secondo Federico Haas, presidente di Hotelleriesuisse Sottoceneri, il Luganese registra un tasso di occupazione particolarmente elevato negli alberghi a tre e quattro stelle, mentre nella regione di Locarno, Ascona e Valli prevale la domanda per le strutture a cinque stelle che caratterizzano la zona.
Nel Bellinzonese, dove l’occupazione media settimanale si è attestata attorno al 60%, la crescita è riconducibile anche a una strategia mirata su specifiche forme di turismo. L’afflusso di visitatori, infatti, non è stato determinato unicamente dal meteo favorevole, ma anche dalla presenza di eventi sportivi, come spiegato da Juri Clericetti alle telecamere del Quotidiano.
Un contributo importante arriva anche dai turisti giornalieri, che però non rientrano nelle statistiche ufficiali. L’obiettivo, ha sottolineato Clericetti, è quello di incentivarli a prolungare il soggiorno: meno visite giornaliere e più permanenze di due o tre giorni grazie a un’offerta turistica più ampia e attrattiva.
Nel frattempo, cambia anche la provenienza degli ospiti. Accanto al tradizionale turismo dalla Svizzera interna, cresce la presenza di visitatori internazionali: in particolare, gli statunitensi stanno acquisendo un peso sempre maggiore, arrivando a rappresentare la terza o quarta provenienza per il Luganese, come evidenziato da Haas.
La sfida, ora, resta quella di destagionalizzare i flussi turistici. A questo scopo, è in corso uno studio a livello cantonale volto ad analizzare l’indotto economico generato dal settore, con l’obiettivo di comprenderne meglio il ruolo strategico per il Ticino.






