Un fiorista su cinque in Svizzera non indica correttamente i prezzi, lo indica mercoledì la Segretaria di Stato dell'economia (SECO) in seguito a un'indagine condotta nei cantoni e coordinata a livello nazionale.
Dal controllo di 804 punti vendita è emerso che l'82% rispetta la legge per quanto riguarda gli articoli esposti in negozio; la quota scende al 73% per i prodotti in vetrina. Nei negozi non in regola i prezzi erano stati indicati in maniera incompleta o errata: merci sprovviste di indicazioni, o con indicazioni poco visibili o addirittura del tutto inesistenti.
In Ticino, dove il tema non è sconosciuto, sono stati effettuati 100 controlli; la SECO però non pubblica dati differenziati a livello regionale per quanto riguarda i punti vendita non in regola. Alcuni fioristi ticinesi ci hanno confermato che sono coscienti che il rapporto tra fioristi ed etichette non sia dei migliori e non viene negato neanche che a volte c'è chi gioca con alcuni prezzi anche per tentar di vendere di più.
Marzia Regazzi vice presidentessa dell'associazione fioristi del Ticino, ci ha spiegato che anche il suo negozio a Bellinzona è stato visitato durante l'indagine della SECO "quello che è stato riscontrato è che i prezzi erano troppo piccoli, però tutto era prezzato", aggiungendo che il motivo del prezzo piccolo o nascosto è legato anche al fattore estetico "è veramente brutto in un negozio con un certo charme avere fuori cinquemila biglietti con su il prezzo in grande, non è così decorativo".
Nel frattempo possono mettersi in allerta i negozi di ottica: la campagna 2020 di controllo delle indicazioni dei prezzi concernerà infatti proprio quel settore, ha fatto sapere l'autorità federale.






