“Le aggregazioni devono partire dal basso ed essere condivise”. A parlare è Riccardo Calastri , presidente dell’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) secondo il quale “i progetti non vanno dettati dall’alto, ma debbono essere costruiti assieme, perché le fusioni funzionano solo se si collabora e se gli enti interessati sono coinvolti nel modo giusto”.
“Posizioni sfumate”
Benché nessuna forma d’imposizione sia benvenuta, Calastri considera comunque positivo che il Ticino si doti di un Piano cantonale delle aggregazioni. “All’interno dell’ACT ci sono posizioni sfumate. Con questo documento però ci sono scenari delineati in modo chiaro che permettono a favorevoli e contrari di riflettere, discutere e posizionarsi” spiega il sindaco di Sementina che, coi municipali di altri 16 Comuni del Bellinzonese, ha avviato un’ambiziosa fusione. L’ACT si riunirà in assemblea il 13 novembre e probabilmente affronterà il tema. Il comitato si chinerà sicuramente sulla questione la settimana successiva.
Il vantaggio della flessibilità
Il quadro legale garantisce una certa flessibilità. “È un aspetto positivo che permette ai Comuni che aderiscono ad uno studio aggregativo di ripensarci” ci dice il sindaco di Sementina.
DaPa
L'ACT
L’ACT è stata costituita il 4 ottobre 2012 su iniziativa delle preesistenti ACUTI (Associazione dei Comuni Urbani Ticinesi) e CoReTi (Comuni e Regioni Ticinesi). I comitati collaboravano da anni e hanno deciso di fare dell’unità la loro forza, creando un interlocutore più rappresentativo nei confronti del Cantone. L’ACT vuole essere un’associazione aperta a tutti i Comuni del Ticino. Oggi conta 103 membri.




