I sindacati non sembrano aver più il fascino di un tempo. Negli ultimi 10 anni, infatti, il numero di persone associate ad un'organizzazione di categoria è in continuo calo.
Il fenomeno è noto ed è legato soprattutto alla crisi economica e all'evoluzione del mercato del lavoro verso nuovi settori a discapito di altri, sostiene Ewald Ackermann dell'USS. Chi ha un impiego particolarmente qualificato ha meno interesse a far parte di un sindacato. È necessario inoltre un forte ricambio, visto che ogni anno l'8-12% degli iscritti lascia le organizzazioni dei lavoratori a causa del pensionamento, di una partenza all'estero o di un cambiamento professionale.
Ticino in controtendenza
Nella Confederazione, dopo l'emorragia degli anni '90, il tasso di sindacalizzazione ha raggiunto il suo apice nel 2002 con il 25%, per poi scendere al 21,3% nel 2010. Maggiormente colpite sono la Svizzera tedesca e quella francese. Il Ticino è in controtendenza. Fanno eccezione, nell'ultimo anno, anche alcune organizzazione settoriali. Nel 2011, pure Unia e Syna sono riusciti a frenare la flessione, registrando un lievissimo aumento dei membri.
Fra gli aderenti è in aumento la proporzione di donne, passata dal 20,6% nel 2000 al 27,3% in seno all'Unione sindacale svizzera. Anche Travail.Suisse rileva una tendenza analoga.
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Il servizio di Michele Rauch
RSI Info 03.01.2013, 19:02
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